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Interrate solo la protesta, la Rho-Monza si farà

Dal Provveditorato alle opere pubbliche via libera al progetto senza interramento. Il tunnel resta nelle richieste senza speranza dei comitati

di Simona Ballatore

Proteste per chiedere  l'interramento della Rho-Monza (Spf)
Batti un colpo per la Rho-Monza: trombette e campanacci per protestare

di Simona Ballatore

Paderno Dugnano, 1 ottobre 2013 - La Rho-Monza si farà. Ieri la conferenza dei servizi andata in scena a Milano, al Provveditorato alle Opere pubbliche, ha sancito, salvo colpi di scena last minute e nonostante le proteste, il via libera all’autostrada urbana. Mancano alcuni tasselli tecnici: la firma del ministro dell’Ambiente sulla Valutazione d’Impatto Ambientale, il decreto del Ministero delle Infrastrutture e una conferenza interna Stato-Regione, convocata per giovedì. È su questi tre ultimi passaggi che si concentrano gli sforzi di chi, ancora oggi, cerca di opporsi all’opera.

Già questa mattina gli onorevoli Eleonora Cimbro ed Ezio Casati (Pd) busseranno alle porte del ministro Andrea Orlando per convincerlo a non firmare, vista anche la crisi di governo. E Paderno ha lanciato un ultimo appello alla Regione, chiedendo un dietrofront, considerato il parere contrario dei cinque Comuni sul lotto uno, ovvero il delicato nodo padernese.

I rappresentanti delle istituzioni coinvolte sono stati accolti in piazza Cavour da un centinaio di manifestanti che, armati di tamburi e padelle, hanno ricordato la battaglia portata avanti da oltre cinque anni dai comitati per l’interramento e sposata da migliaia di cittadini. Una delegazione ha ottenuto il nulla osta a sfilare ai piedi del palazzone del Provveditorato, in modo da far sentire la protesta, mentre dall’assemblea continuavano ad arrivare «twit» in diretta.

Milano, nonostante gli ultimi appelli del comitato e il blitz degli attivisti a Palazzo Marino settimana scorsa, ha dato parere positivo all’opera così com’è, cioè senza l’interramento. Voto disgiunto per Bollate e Novate: pollice su per il lotto due, verso per quello padernese. Gli unici a votare «no», senza condizioni, sono stati Paderno e Cormano. Il sindaco Marco Alparone ha anche chiesto con forza di non procedere con la conferenza dei servizi, raccogliendo applausi. Nulla da fare però, la votazione è andata avanti.

Dalla Provincia parere favorevole con prescrizione: «Prima del via ai lavori per il lotto uno il Ministro si attivi per cercare di ottenere un finanziamento anche per l’interramento del tratto di Paderno. Col “Decreto del fare” sono stati messi in campo 55 milioni per l’interramento a Novate e Bollate ma questo obbligava a concludere la conferenza dei servizi oggi (ieri, ndr), in caso contrario avremmo perso anche questo», spiega l’assessore ai Trasporti Giovanni De Nicola. Parere positivo anche dal Pirellone, che ha allegato alcune richieste.

Il provveditorato ha quindi registrato i pareri favorevoli, riservandosi la possibilità di valutare il famoso voto disgiunto giovedì. Il progetto «messo ai voti» è stato parzialmente rivisitato rispetto al preliminare. Il mega ponte ad arco di Paderno è stato trasformato in un viadotto, sono state spostate alcune rampe di accesso, nel lotto due è previsto l’interramento della ferrovia e fra Cormano e Novate la strada ha cambiato leggermente traiettoria: il distributore di benzina è salvo. E mentre il Pirellone ha ricordato la scadenza di Expo, non si ferma la protesta dei comitati: «Siamo pronti a bloccare i cantieri e a ricorrere a vie legali».

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