Cinisello Balsamo, 2 gennaio 2013 - Per dirla con una battuta, è stato un finale d’anno col botto, quello che si è vissuto a Cinisello Balsamo, dove ieri mattina la città si è svegliata praticamente senza sindaco. Daniela Gasparini, da quasi 15 anni primo cittadino, si è dimessa nella mattina del 31 dicembre per poter prendere parte alla campagna per le Politiche del 24 febbraio, puntando a conquistare un posto al senato. Un colpo di scena soltanto a metà. Perché prendendo parte alle Primarie che si sono tenute il 29 dicembre scorso, la Gasparini aveva di fatto preannunciato la sua rinuncia alla carica di sindaco, imposta dalla legge per non inficiare la corsa ad un posto di senatore.

 

"È stata una decisione difficile, che mi ha rubato il sonno - ha confessato il primo cittadino che si riserva di spiegare la sua decisione in un incontro ufficiale con la stampa -. Ma so che devo guardare avanti. Dopo tutti questi anni di lavoro spesi a Cinisello credo di aver esaurito il mio lavoro. Mi rimane una grande esperienza amministrativa che intendo mettere a disposizione nel Parlamento, portando la sensibilità di chi sa davvero quali sono le difficoltà dei comuni". Tecnicamente il sindaco rimarrà in carica per 20 giorni, in attesa che la Prefettura nomini un commissario. Decadrà anche la sua giunta. Dunque, fino alle prossime elezioni tra aprile e maggio, la città verrà governata dal commissario con i dirigenti. Ma prima di gettare le armi, il sindaco e la Giunta dovranno affrontare l’adozione definitiva del Piano di Governo del Territorio, che continua a animare tensioni nel consiglio comunale. Il 3 e il 4 gennaio è atteso il voto definitivo in aula, forse l’ultimo atto del consiglio prima dello scioglimento.

 

La decisione della Gasparini ha destato sorpresa tra i partiti politici di maggioranza e opposizione che fino a una decina di giorni fa non si attendevano di dover affrontare così presto una campagna elettorale locale. Si sussurra che il sindaco abbia deciso di lasciare anche a causa delle enormi tensioni provocate dal dibattito sul Pgt all’interno della sua maggioranza. Negli ultimi mesi le liti hanno portato alla fuoriuscita di Rifondazione Comunista e alle dimissioni di numerosi consiglieri comunali che hanno portato a rinnovare di quasi un terzo l’assemblea uscita dalle urne nel 2009.

 

di Rosario Palazzolo