di Laura Lana

Sesto San Giovanni, 12 novembre 2012 — Se ne chiude una e se ne aprono altre quattro. È una moltiplicazione di cause attive, quella che ha investito il Consorzio Trasporti Pubblici, guidato dal luglio 2010 dal liquidatore Bruno Vergallo, che stasera relazionerà al consiglio comunale sullo stato del bilancio e sui contenziosi legali in essere. Che vedono il Ctp attore insieme a istituzioni, Atm e Caronte, l’azienda di trasporto che gestiva alcune linee sul territorio. Due questioni strettamente collegate, dato che al momento è difficile quantificare esattamente l’ammontare dei crediti e dei debiti, fino a quando non si pronuncerà il giudice.

A oggi sono in corso tre cause attive e ben otto passive. Eppure in epoca pre-liquidazione, quando il consorzio era presieduto da Antonio Rugari, i contenziosi erano quattro: due al Tar e due al tribunale civile di Monza. Quelle al Tar sono concluse: le delibere provinciali sarebbero «buone». Vale a dire che i 40 milioni di euro da parte di Atm spetterebbero al Ctp: per riscuoterli i Comuni soci dovrebbero decidere di procedere in tribunale.

È poi conclusa la causa intentata dal Comune di Cinisello al Ctp e a Caronte sulla famosa delibera avente per oggetto la transazione di parte dei fondi Sitam (il sistema integrato di tariffazione) dal consorzio all’azienda che faceva capo a Piero Di Caterina. Il tribunale ha stabilito che l’anticipo eseguito è valido, come ha sempre sostenuto Rugari. Ora il Ctp oltre 800mila euro di interessi moratori, come si legge nella relazione del dottor Vergallo. Tuttavia, liquidatore e Comuni non mollano.

Cinisello ha già deciso di ricorrere in appello e il Ctp si costituirà nel giudizio «chiedendo la sospensione della provvisoria esecuzione della sentenza». Tradotto: che la Caronte si scordi i pagamenti, almeno per ora. Dopo la sentenza, l’azienda ha notificato al consorzio l’atto di precetto e quindi di pignoramento presso un conto corrente aperto in Bcc. Il liquidatore, assieme ai Comuni soci, ha però deciso di opporsi al pignoramento, al decreto ingiuntivo, al rilascio del denaro: instauriamo quindi altre cause su un contenzioso già perso. Secondo il dottor Vergallo, versamenti fatti alla Caronte per oltre 7 milioni e la transazione di Cinisello annullerebbero la somma che spetta all’azienda e che sarebbe stata «calcolata evidentemente erroneamente dal giudice di primo grado».

C’è poi la causa promossa da Caronte contro Atm sempre per la questione degli introti Sitam: il giudice ha nominato un consulente e anche le due aziende di trasporto. «Il consorzio - scrive il liquidatore - sta valutando di intervenire nel contenzioso onde evitare che si instauri altra Ctu anche sul tribunale di Monza». Infine, potrebbero esserci altre due cause promosse da uno dei sette parcheggiatori e da un consulente tecnico, che chiedono di essere assunti. Attualmente il Ctp non dispone di dipendenti, ma soltanto di un segretario.

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