Gli amministratori di condominio bloccano i pagamenti e chiedono tagli del 20%. Il Comune starebbe cercando di adeguare le spese ingaggiando un unico gestore
Cinisello Balsamo, 17 febbraio 2012 - Il numero di cinisellesi che si presenta alla porta degli amministratori minacciando di non pagare le spese condominiali, definite «folli» per i rincari del riscaldamento, aumenta di giorno in giorno. Così come la protesta degli inquilini delle case Aler di Sant'Eusebio, serviti pure loro dal teleriscaldamento, rischia di trasformarsi in una vera rivoluzione di popolo se Aler e Regione non prenderanno in considerazione le ragioni degli inquilini, costretti a pagare aumenti fino al 50 per cento rispetto alle tariffe di due anni fa. Insomma, in questo finale d'inverno il tema teleriscaldamento rischia di trasformarsi in una questione davvero bollente per i citadini e per la stessa Amministrazione di Cinisello Balsamo.
La questione è una: quel teleriscaldamento che era stato venduto a condomini pubblici e privati come la panacea a tutti i mali - più ecologico, più economico e più efficiente - in realtà si sta rivelando una mera illusione. Perché i costi di gestione sono schizzati alle stelle. E a quanto pare non solo per colpa del rincaro delle materie energetiche, ma sembrerebbe anche a causa di un problema di gestione del servizio. Il condizionale è d'obbligo in quanto nessuno fino ad ora è riuscito a dare una spiegazione. Quel che è certo è che una famiglia che prima pagava 800 o 900 euro l'anno per riscaldare l'alloggio con caldaie a metano, oggi si trova a pagare fino a 1.200 euro. Il rincaro medio, stimato da diversi amministratori condominiali, è di circa il 20 per cento.
Ai palazzoni Aler di Sant'Eusebio stimano un rincaro che in due anni ha già superato il 45 per cento. Quel che preoccupa è che nessuno sembra voler mettere mano alla situazione. Anzi, tutti tendono a minimizzare e a rinviare le risposte. Alcuni amministratori di stabile hanno tirato il freno e hanno rallentato il pagamento delle bollette al gestore del servizio, la società Smec che da circa cinque anni ha dato avvio alla costruzione della rete di teleriscaldamento partendo dai rioni di Sant'Eusebio e Borgomisto.
Anche la cooperativa Uniabita, socio minoritario di Smec e sicuramente il cliente più importante per la società, ha scritto ai vertici chiedendo una rimodulazione dei canoni sui nove condomini collegati. Un taglio di circa il 20 per cento su un costo di oltre un milione di euro che Uniabita ha richiesto con una lettera ufficiale nella quale definisce le condizioni economiche «insostenibili». Stesse richieste vengono auspicate anche dagli amministratori di stabile che altrimenti nei prossimi mesi si troveranno a fare i conti con migliaia di famiglie indignate.
L'amministrazione comunale è rimasta fuori dalla polemica. Anche se la Giunta dell'ex sindaco Angelo Zaninello si era fatta garante delle condizioni vantaggiose del teleriscaldamento quando ha sottoscritto la convenzione con Smec. Ancora oggi sul sito del Comune compare una pagina che garantisce risparmi del 20 per cento ai condomini che si allacceranno alla rete. All'ombra delle proteste, si sa che gli amministratori locali stanno trattando con Smec un'uscita di scena con la vendita degli impianti a un gestore che prenda in affidamento l'intera rete. Si risolverebbe così un altro problema, quello che si verificherà tra qualche mese quando alla Crocetta entrerà in funzione il teleriscaldamento gestito da A2A che ha garantito condizioni economiche diverse.
di Rosario Palazzolo
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