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Lares, "Ecco il nostro piano per il rilancio"

I lavoratori dell'azienda padernese non mollano

In cinquanta pagine le idee per ricostruire l'azienda dalle ceneri. "Puntiamo sui circuiti stampati, la nostra specialità, e sul fotovoltaico"

I lavoratori della Lares
I lavoratori della Lares

Paderno Dugnano, 17 dicembre 2011 - Dopo il crac dell’azienda e oltre mille giorni di presidio, stanno cercando di scrivere un nuovo capitolo della loro storia. Autori i lavoratori della Lares di Paderno, fallita nel mese di luglio del 2009. Il titolo? «Rilancio». Un piano di industrializzazione lungo già una cinquantina di pagine - con numeri, analisi di mercato e portafoglio - e in costante aggiornamento. L’altra sera, come avevano promesso, lo hanno illustrato alla cittadinanza, paragrafo dopo paragrafo.

«La nuova Lares — iniziano — prevede l’acquisto del marchio Lares Cozzi Spa, costituito nel 1949». Dall’epoca d’oro, in cui l’azienda fu leader nel mercato europeo dei circuiti stampati, a un futuro lanciato verso le nuove tecnologie. Il tutto passando dalle competenze acquisite dagli operai. Due i rami di sviluppo: da un lato la produzione di circuiti stampati, ancora richiesti dal mercato, dall’altro il fotovoltaico. Nel piano i prodotti, conti economici e caratteristiche del nuovo sito produttivo. «È un work in progress — ricordano gli operai —. La serata è stata costruttiva perché abbiamo avuto utili consigli e stimoli: nei prossimi giorni affiniremo anche il capitolo che riguarda i costi dei macchinari necessari».

Tra il pubblico ex colleghi, cittadini e politici. «Il sindaco è stato disponibile e ci ha messo in contatto con l’azienda di sviluppo Bic La Fucina, ma nessuno della maggioranza si è presentato — commenta con una vena di rammarico Leonardo Beltrame —. E spiace l’assenza della Fiom, era presente solo la Cisl. Ce la stiamo mettendo tutta, siamo disposti a fare imprenditoria e stiamo cercando di mettere in campo un progetto credibile. Ma serve l’appoggio di tutti. Per questo rilanciamo l’appello e andiamo avanti, passo dopo passo. È una scommessa che ci giochiamo fino alla fine».

«È una vera lezione — ha commentato Massimo Gatti, consigliere provinciale della lista Un’Altra Provincia presente alla serata —. Gli operai della Lares hanno dato vita a un progetto ambizioso ma fondato anche dal punto di vista tecnico e amministrativo. Cosa che non hanno fatto in passato i loro “padroni” che hanno portato sul lastrico l’azienda». «È un’idea faticosa ma da promuovere — continua —. Bisogna collaborare tutti insieme, dare risposte che vadano oltre a tavoli e tagli, mettere a disposizione fondi. Anche recuperando il mal tolto dalla corruzione e dalla mafia. Dobbiamo remare insieme per non spegnere la luce su chi, dopo quanto successo, ha avuto la forza di scrivere un altro capitolo».

di Simona Ballatore

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