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Cinema Marconi, un'agonia senza fine

La sala torna tra gli immobili da vendere

Quindici anni fa la società CiSe prese in gestione il cinema firmando con il Comune una convenzione per nove anni che fu rinnovata per altri sei. Il 30 settembre l’accordo scadrà e si aprirà il problema di cosa fare dell’edificio

cinema

Cinisello Balsamo, 20 settembre 2011 - Torna l'ombra della chiusura sul cinema Marconi di Cinisello Balsamo. A incombere sul cinema è una data: il 30 settembre infatti scadrà la convenzione tra l’Amministrazione comunale (proprietaria dell’immobile) e la CiSe, società di gestione che aveva in appalto la sala. Dopo i primi nove anni c’era stata un proroga di altri sei anni, per un totale di tre lustri durante i quali la città di Cinisello si è arricchita di una nuova sala cinematografica e, all’esigenza, anche teatrale.

Oggi però tornano in primo piano i dubbi: nuova gestione, dato che gli attuali gestori hanno dichiarato la voglia di cessare l’attività o vendita dei locali? Già un anno fa in città si era acceso un intenso dibattito: la sala era stata inserita nell’elenco delle proprietà di cui disfarsi per fare cassa. Decisione che aveva fatto scoppiare la bagarre, dentro e fuori l’aula del Consiglio comunale, con tanto di raccolta di firme dei cittadini contro il taglio alla cultura che il comune di Cinisello era pronto a fare.

Allarme rientrato, vittoria anche se parziale dei cittadini. Nel parlamentino cittadino venne firmato un ordine del giorno che impegnava la Giunta a togliere la sala dal piano delle alienazioni e a impegnarsi per il suo rilancio. A distanza di un anno c’è il rischio che la miccia si riaccenda: il cinema è parte integrante delle alienazioni previste nel bilancio 2011-2013. Sullo sfondo, qualche spiraglio di salvezza: «Abbiamo avviato un discorso con una serie di operatori del settore — spiega l’assessore alla Cultura Luciano Fasano —. La situazione economica non è favorevole. Questa volta il futuro non dipende solo dalla nostra volontà, ma dalla contingenza economica che ci obbliga a stare nel patto di stabilità: la portata della discussione è ben diversa dall’anno scorso».

Voci di corridoio più o meno ufficiali dicono dell’interessamento di Anteo, storica sala milanese. Per ora sono solo ipotesi, ma il nodo sarà sciolto ben presto. Nella partita il Comune avrebbe introdotto anche la gestione dell’arena estiva «Cinema nel Parco», con l’idea di ritoccare anche il programma, con la possibile aggiunta di serate teatrali. Per il momento la cosa certa è che il 1 ottobre il Marconi sarà chiuso. A rischio il posto di lavoro degli operatori che negli ultimi anni hanno gestito la sala per conto della CiSe. «La loto continuità lavorativa rientra negli accordi con i possibili operatori futuri — spiega l’assessore —. Il nodo è a monte; una volta risolto l’accordo, anche economico, la continuità lavorativa non è un problema».

di Andrea Guerra

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