Il fortino della cocaina
A Sant'Eusebio torna lo spaccio
Dopo vent'anni, nel quartiere intorno ai palazzoni Aler, la droga torna a circolare in quantitativi importanti, sia nelle mani delle nuove leve della criminalità locale, sia in quelle di alcune vecchie conoscenze

Cinisello Balsamo, 21 gennaio 2011 – Sono lontani almeno vent’anni i tempi in cui Cinisello Balsamo era considerata una delle roccaforti milanesi dello smercio di droga. Insieme a Quarto Oggiaro, a via Bianchi, e più vicino al «Forte Apache» di Cascina Gatti a Sesto San Giovanni, il suo nome era quasi quotidianamente nelle pagine di cronaca dei giornali milanesi.
Ma più che in Crocetta, i tossicodipendenti frequentavano i palazzoni di Sant’Eusebio, il fortino che è stato espugnato negli anni ’90 a colpi di arresti. A più riprese erano stati 58 gli arrestati della sola operazione Sant’Eusebio. Quelli erano i tempi dell’eroina che si smerciava al ritmo anche di un chilo al giorno. Tempi in cui i confini tra tossicodipendenti e spacciatori da un lato, e il resto della città erano ben identificati e visibili. Oggi il mercato della droga appare più subdolo anche a Cinisello, dove gli spacciatori di eroina si sono praticamente estinti e dove la distinzione è tra chi smercia hascisc e marijuana, quasi sempre stranieri, e chi invece tratta la cocaina.
Nel corso dell’anno appena trascorso, i carabinieri hanno eseguito sequestri per 3 chili di cocaina, 103 chili di hascisc e 365 grammi di marijuana. La polizia del locale commissariato ha sequestrato 1 chilo 100 grammi di cocaina, 2 chili di hascisc e 8 grammi di marijuana. Una goccia nel mare di stupefacenti che, si sa di certo, transita tutti i giorni dal territorio, anche perché Cinisello è solcata da tangenziali e da grandi vie di comunicazione. In questo scenario la Crocetta non ha mai raggiunto livelli di grave emergenza.
Qui, gli spacciatori sono gli stranieri che si ingegnano smerciando piccole dosi, soprattutto di hascisc, sia ai giovani del quartiere che agli avventori provenienti dal tutto il Nord Milano. L’emergenza, negli ultimi tempi, è invece tornata a salire nel rione di Sant’Eusebio dove la droga è tornata a circolare in quantitativi importanti, nelle mani delle nuove leve della criminalità locale, e in qualche caso anche di vecchie conoscenze, tornate a battere la zona dopo aver trascorso diversi anni in carcere.
I palazzoni Aler non sono più il fortino di una volta, gli inquilini che hanno vissuto una profonda trasformazione sociale, non lo consentirebbero. Tuttavia, la criminalità locale sta nuovamente cercando di scardinare il clima di convivenza civile, attraverso l’arma della paura.
di Rosario Palazzolo

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