Teleriscaldamento
a Cinisello
Attacchiamoci
alla spina di Sesto
Dopo la gara andata deserta per portare l'acqua calda centralizzata in due dei quartieri più popolosi del Nord Milano, Balsamo e Crocetta, gli amministratori di condominio chiedono di allacciarsi alla rete del comune vicino
Cinisello Balsamo, 5 ottobre 2010 - Teleriscaldamento, tormentone d’autunno per l’amministrazione comunale che, a pochi giorni dall’avvio ufficiale dell’accensione dei riscaldamenti in tutte le case, si trova nuovamente a fare i conti con le difficoltà nell’estensione della rete di teleriscaldamento cittadina. La notizia è dei giorni scorsi: il bando per l’estensione della rete nei quartieri Crocetta e Villa Rachele è andato deserto, dunque nessun operatore sembra disponibile ad investire per portare l’acqua calda centralizzata in uno dei quartieri più popolosi dell’intero Nord Milano.
E se all'apparenza il problema sembra di tenore prettamente politico e amministrativo, in realtà a subire per prime questo stop sono alcune centinaia di famiglie che dal 2006 chiedono a gran voce di poter avere il teleriscaldamento e che, proprio a causa del fallimento del bando pubblico, ora rischiano di dover aprire i portafogli e spendere diverse migliaia di euro per garantire la funzionalità delle vecchie caldaie.
A spiegarlo è uno degli amministratori che da quattri anni sono in prima linea nella trattativa con l’amministrazione comunale per spuntare una soluzione: «Questi palazzi sono tutti ultratrentennali, molti di loro hanno caldaie a gas vecchie di oltre 20 anni, altri addirittura hanno caldaie a gasolio — spiega l’amministratore cinisellese Gianpietro Zoffoli — Per questo, insieme a diversi colleghi che amministrano i condomini della zona, avevamo avanzato la richiesta di autorizzazione a collegarci alla rete di teleriscaldamento di Sesto San Giovanni che passa a poche decine di metri di distanza. Questa opportunità ci è sempre stata negata. Ultimamente anche con la promessa di poter disporre in tempi brevi di un impianto cinisellese. Il problema è che mentre la politica perde tempo, ci sono condomini che continuano ad andare a gasolio, altri dovranno sostituire le caldaie e spendere cifre che superano anche i 200mila euro, mentre l’allacciamento al teleriscaldamento sarebbe costato poche decine di migliaia di euro». Tra i condomini lungo il viale Fulvio Testi, al confine con Sesto San Giovanni, ci sono alcuni giganti che vengono ancora riscaldati a gasolio. I costi di gestione sono, naturalmente, elevatissimi.
Ma a peggiorare la situazione c’è il fatto che le caldaie dovranno presto essere sostituite, pena il rischio che interi palazzi rimangono al freddo. Un investimento che per alcuni edifici è valutato anche in più di 350mila euro e che potrebbe essere ammortizzato solamente in periodi molto lunghi, perdendo di fatto l’opportunità di collegarsi al teleriscaldamento negli anni a venire. Dalla lista civica Cittadini Insieme e dal consigliere Enrico Zonca, che nei mesi scorsi avevano seguito da vicino la vicenda promuovendo anche una petizione, viene rilanciata una proposta al Comune: «Dinanzi a questo ennesimo fallimento, l’amministrazione comunale deve autorizzare i condomini dotati di caldaie troppo vecchie a collegarsi in modo provvisorio al teleriscaldamento gestito da A2A sul territorio di Sesto. Basterebbe stipulare contratti per un tempo di 3 o 5 anni, un periodo utile al Comune per sviluppare la sua rete».
di Rosario Palazzolo


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