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Da Cesate alle Olimpiadi:il talento di Anna Mazzetti

Dal vivaio del Friesian Team

Unica donna italiana ad essersi qualificata nel triathlon, ha 23 anni e tanti sogni nel cassetto Un tatuaggio a cinque cerchi? «Non sono sicura dell'effetto che può fare, devo ancora pensarci»

Anna Maria Mazzetti durante una gara (foto Roberto Tamburri)
Anna Maria Mazzetti durante una gara (foto Roberto Tamburri)

Cesate, 18 luglio 2012 - Una chioma rossa, una disciplina non comune e un'età nella quale è doveroso sognare. Anna Maria Mazzetti ha 23 anni e per oltre dieci anni ha militato nel Friesian Team di Cesate, società senza scopo di lucro unica sul territorio per la propria propensione ad allevare talenti della zona. Quello di Anna Maria Mazzetti, che sarà l'unica donna italiana ad affrontare la gara di triathlon - ovvero corsa podistica, nuoto e gara in bicicletta - a Londra, è infatti uno dei tanti che hanno spiccato il volo da qui. L'attività con il settore giovanile rappresenta il fiore all'occhiello di questa società, che è un punto di riferimento anche sociale per tutta la provincia.

Anna Maria, come arriva alle Olimpiadi?

«La mia condizione fisica è buona, sta andando tutto come mi aspettavo. Sono fiduciosa».

Si aspettava di arrivare fino a Londra?

«Nel triathlon le qualificazioni durano due anni e si compongono di diverse gare in giro per il mondo, quindi in base al ranking e ai punti ottenuti si capisce chi si sta avvicinando all'obiettivo. Ho lavorato per le Olimpiadi e sono contenta di esserci arrivata».

L'obiettivo però non può essere solo quello di parteciparvi.

«Spero di arrivare fra le prime venti o quindici. Il mio punto debole è nel nuoto. Proprio in questa disciplina le inglesi hanno convocato un'atleta giovane che è molto forte nel nuoto e in bicicletta».

Facciamo un passo indietro, perché proprio il triathlon? Non è uno sport comune...

«Non l'ho scelto, mi è capitato. Avevo otto anni ed ero andata al Friesian Team di Cesate per accompagnare una mia amica. Lei mi aveva chiesto di iscrivermi per farle compagnia e così ho iniziato ad allenarmi. Da quel momento non ho più smesso».

Chi la seguirà a Londra?

«Mamma e papà di sicuro. E forse anche gli amici. Alcuni di loro mi hanno assicurato che cercheranno di esserci».

Come a una laurea.

«Questa è la mia laurea, in effetti. Mi sono iscritta alla facoltà di Statistica alla Bicocca di Milano, ma non ero ancora entrata in Polizia e non avevo calcolato quanto fosse grande l'impegno. Poi ho cambiato e ho scelto Economia, mi mancano ancora un po' di esami. Il mio sogno rimane però quello di laurearmi davvero».

Non succede, ma se dovesse riuscire a conquistare qualcosa di importante alle Olimpiadi che farà? Un tatuaggio?

«Non ci ho ancora pensato, se dovesse succedere vedrò. Al tatuaggio ho pensato, anche perché non tutti possono dire di essere stati alle Olimpiadi, però non sono convinta. Magari proverò prima con l'hennè per vedere che effetto fa».

Come si vede fra dieci anni?

«Di certo nel mondo del triathlon, è una passione troppo grande. Sarò atleta o insegnerò questo sport ai ragazzi».

di Cristiana Mariani

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