Pero (Milano), 11 dicembre 2015 - Finisce 7 A 9 la votazione della seconda mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni contro il sindaco Pd Maria Rosa Belotti. Il primo cittadino resiste anche questa volta alle accuse delle minoranze, dimostra di avere ancora una maggioranza anche se molto risicata (nove consiglieri su sedici) e, per essere sicura di non rimetterci la poltrona, partecipa alla votazione. Mercoledì sera in Consiglio comunale la mozione di sfiducia era stata presentata dai consiglieri Carmen Vilardo (ex vicesindaco fino a giugno), Nicola Daniele, Luigi Passari, Giacomo Mazzei, Paola Molesini, Daniele Eterno e Clarissa Valia.L’unica a non firmare la mozione Laura Maiocchi, della lista civica di minoranza «La gente in Comune».

«Sono tanti i perché della nostra mozione di sfiducia. È significativo che 7 consiglieri su 8, pur avendo diverse identità e partendo da differenti valutazioni sull’operato di questa Giunta abbiano sottoscritto la mozione – spiega Paola Molesini – I motivi di questa seconda sfiducia sono tanti e gravi, molte interpellanze senza risposte, altre con risposte deprimenti. La perdita di tre consiglieri, il cambio e l’accentramento di deleghe e incarichi ad assessori, come se questa maggioranza non avesse le risorse per estendere la partecipazione. La mancanza di dialogo con la cittadinanza e l’incapacità di risolvere le questioni».

Il sindaco Belotti ha ascoltato in silenzio. Poi ha attaccato le opposizioni che in cinque mesi hanno presentato due mozioni di sfiducia: «Il primo effetto collaterale di questo utilizzo reiterato di un istituto così importante ed estremo come la mozione di sfiducia è quello di svilirne portata e valore. Poi ribadisce: «La maggioranza resta unita, anzi più rafforzata nel portare avanti il programma e affrontare le problematiche del territorio. Potreste attaccarci se non lavorassimo, ma quello che stiamo facendo è sotto gli occhi di tutti. O forse qualche consigliere è tanto miope o annebbiato al punto di non vedere che Pero sta cambiando in meglio. Il Sempione dopo cinquant’anni ha cambiato faccia, ne siamo orgogliosi e continuiamo a lavorare così».

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