Settimo Milanese (Milano), 3 aprile 2017 - "Vi abbiamo portati fino qui per farvi sporcare le scarpe di terra: questa è la terra di cui Terna ci vuole espropriare per costruire una mega stazione elettrica di conversione. Noi non siamo d’accordo, siamo qui per difendere il nostro territorio". Così Paolo Maccazzola, agricoltore e portavoce del Comitato No Ecomostro di Settimo, ha spiegato il senso della manifestazione di protesta contro il progetto Interconnector Svizzera-Italia che domenica mattina ha portato più di 200 cittadini nei terreni agricoli in fondo alla via Reiss Romoli.

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In corteo c’erano il sindaco di Settimo Milanese, Sara Santagostino, quelli di Cornaredo, Yuri Santagostino, e Bareggio, Giancarlo Lonati, rappresentanti di associazioni come Legambiente, Italia Nostra, il Parco Agricolo Sud Milano, la Confederazione Italiana Agricoltore, il comitato “Salviamo il paesaggio” che si è costituito in Val D’Ossola per dire no al progetto, ma c’erano soprattutto centinaia di cittadini contrari al progetto che avrà un impatto ambientale notevole. "Io abito poco distante dalla vecchia stazione elettrica, dal mio balcone vedo fili e tralicci - racconta un residente - credo che sia sufficiente. A Settimo Milanese dobbiamo difendere il verde rimasto, i terreni agricoli, non vogliamo un’altra stazione elettrica". O ancora: "Nessuno dice che questa stazione avrà anche conseguenze sulla nostra salute e su quella dei nostri figli - aggiunge un cittadino - i campi elettromagnetici che si creeranno accanto alla nostre case, non fanno certo molto bene". Sugli striscioni slogan di protesta: "Elettrodotti che coprono il cielo? No, grazie". E ancora: "No al consumo di suolo agricolo. No Interconnector".

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Nei discorsi tutta la preoccupazione per un progetto che prevede due stazioni elettriche di conversione all’interno di capannoni industriali alti più di 20 metri, 721 nuovi tralicci, 216 chilometri di nuove linee. A Settimo per realizzare la stazione verranno “consumati” ben 115.000 metri quadrati di verde agricolo, pari a dodici campi da calcio. L’area interessata, il giorno prima della manifestazione, è stata tutta perimetrata con il nastro per dare la possibilità ai cittadini di rendersi conto delle dimensioni, anche se a occhio nudo era difficile vedere il nastro più lontano.

"Entro giovedì prossimo vanno presentate le osservazioni alla nuova documentazione depositata da Terna al ministero dell’Ambiente, noi come amministrazione comunale stiamo lavorando da settimane per preparare le nostre osservazioni - dichiara il sindaco Sara Santagostino -. Sono ancora molte le domande alle quali Terna non risponde, per questo non possiamo che essere fortemente preoccupati e contrari al progetto". Critiche all’opera ma anche al metodo: "Se davvero questo progetto è utile per il nostro Paese - dichiara Damiano Di Simine di Legambiente - allora la progettazione deve essere pubblica e non privata, altrimenti non si capisce quali sono gli interessi in gioco".