Pero (Milano), 14 giugno 2017 - Quando nel 2008 dopo un incidente stradale in moto si è ritrovato su una sedia a rotelle a causa di una lesione midollare e dorsale, ha capito che niente sarebbe stato come prima: "La mia vita è cambiata completamente". Nei mesi di degenza nell’Unità Spinale di Careggi a Firenze ha maturato una consapevolezza, "dovevo riprendere in mano la mia vita". Lo ha fatto e in questi giorni Andrea Pacini, 33enne residente a Scandicci (Firenze), si sta preparando per il suo primo lancio con il paracadute, dopo decine di lanci in tandem (con istruttore), domenica a Reggio Emilia. Per allenarsi ha scelto l’Aero Gravity di Pero, il più grande simulatore di caduta libera al mondo.

Un sogno, quello di volare, che Andrea aveva già realizzato nel 2006 quando era nella Folgore e aveva conseguito il brevetto di paracadutismo. "Appena ho superato la fase critica del mio percorso riabilitativo e ho davvero ripreso il mano la mia vita, la voglia di volare è tornata - racconta Andrea -. Nel 2009 ho iniziato a informarmi per capire se c’erano centri di paracadutismo che organizzavano lanci anche per persone disabili: non è stato facile, mi hanno aiutato i miei amici e lo abbiamo trovato. Nel frattempo ho conosciuto l’istruttore Enrico Cosaro, con lui ho fatto il primo lancio in tandem. E dopo un po’ mi hanno fatto una proposta: “Perchè non provi a prendere il brevetto?”». Una sfida per Andrea che è diventata subito un sogno da realizzare, anche se la strada è lunga. "Bisogna superare sette livelli, poi fare almeno 43 lanci, allenarsi alla caduta libera e fare sette lanci da solo - spiega Cosaro -, poi si consegue la licenza di paracadutismo sportivo". Con l’associazione "Obiettivo volare", lo staff di "Fareunlancio.it", gli istruttori Cosaro e Walter Idra, Andrea ha iniziato il suo percorso che ieri lo ha portato nella camera di volo dell’Aero Gravity per alcune simulazioni di allenamento con e senza paracadute.

"Quando ho iniziato volevo semplicemente realizzare un sogno personale. Poi ho pensato che siccome in Italia non esiste un protocollo ufficiale per le persone disabili che vogliono conseguire la licenza di paracadutismo, la mia esperienza potrebbe rappresentare una svolta per altri appassionati - conclude Andrea -. Quando ho avuto l’incidente i miei concittadini si sono mobilitati per aiutarmi, non mi hanno mai lasciato da solo. Ora io metto questa mia esperienza a disposizione di tutti. Mi sembra una bella cosa". Andrea Pacini potrebbe essere la seconda persona disabile in Italia, dopo Laura Rampini, a raggiungere questo traguardo. Il carattere forte e positivo ce l’ha, la preparazione pure.