Garbagnate Milanese, 30 settembre 2017 - È stata sentita per oltre quattro ore Alba De Rosa, la moglie di Vito Clericò, il 65enne di Garbagnate Milanese reo confesso dell’omicidio di Marilena Rosa Re, la promoter 58enne di Castellanza uccisa e decapitata lo scorso 30 luglio. De Rosa, assistita dal suo avvocato Daniela D’Emilio, che difende anche suo marito, è stata convocata per l’interrogatorio dal pubblico ministero Rosaria Stagnaro, titolare del fascicolo di inchiesta sull’omicidio di Marilena Re.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Busto Arsizio e del Nucleo Investigativo di Varese, a ritirare i 90mila euro che Marilena ha affidato alla coppia nel 2014, sarebbe stata Alba De Rosa, insieme alla vittima. Sempre la donna avrebbe poi dichiarato, il giorno della scomparsa della promoter, di aver «perso la scheda sim» in uso a lei e al marito «mentre stava pulendo il telefonino con un paio di forbicine». La donna, formalmente indagata per sequestro di persona in concorso con il marito, accusato anche del delitto della donna di 58 anni, potrebbe conoscere altri particolari utili alle indagini. Il giorno in cui Marilena è scomparsa ed è stata uccisa, Alba De Rosa ha dichiarato di averlo trascorso in casa, di non essersi accorta che il marito fosse uscito la mattina presto, quando sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti Clericò ha telefonato alla promoter e poi, forse con la promessa di restituirle il suo denaro necessario a chiudere un debito con l’Agenzia delle Entrate, l’ha attirata nel luogo dove è stata uccisa. Sono attesi a giorni gli esiti degli accertamenti dei carabinieri del Ris di Parma in casa della coppia, nella villetta dai mattoni rossi di Castellanza, dove nel garage sono state rinvenute tracce di sangue che Clericò ha addebitato al «cane che si gratta». Se invece quelle tracce fossero materiale ematico umano, comparabile con il Dna della vittima, il quadro del delitto potrebbe decisamente cambiare.