Castellanza, 13 settembre 2017 - Le indagini, dopo la scomparsa di Marilena Re, hanno seguito fin dai primi giorni una direzione ben precisa. Risale allo scorso 9 agosto l’iscrizione nel registro degli indagati di Vito Clericò e della moglie, con l’ipotesi di reato di sequestro di persona. La posizione della coniuge è ancora al vaglio, ma nei suoi confronti la Procura potrebbe chiedere l’archiviazione. Gli esiti degli esami del Ris sulle tracce di sangue trovate sui pantaloni di Vito Clericò, che hanno accertato la compatibilità con il profilo genetico di Marilena Re, hanno invece fatto scattare il fermo dell’uomo con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. I sospetti si sono concentrati su di lui, ultima persona a incontrare Marilena, seguendo la pista dei 90mila euro che la donna gli aveva affidato nel 2014 e Clericò non poteva più restituire, avendoli “bruciati” per spese personali. "Mi aveva consegnato il denaro da custodire, ho sempre fatto dei favori alla famiglia di Marilena", ha spiegato agli investigatori. Clericò avrebbe riferito anche di essersi intestato un’auto utilizzata in realtà dall’amica, che aveva un contenzioso con l’Agenzia delle entrate.

Lui e la promoter si conoscevano da anni, vicini di casa a Garbagnate e colleghi all’Esselunga di Saronno, dove l’uomo lavorava come magazziniere prima di andare in pensione. Tra le due famiglie un rapporto di fiducia e amicizia, tanto che la sera del 30 luglio, dopo la scomparsa di Marilena, Clericò e la moglie si sono recati nella casa di Castellanza, attorno alle 22, cercando di tranquillizzare Carlo Buzzi, il marito della donna, preoccupato. Mentre erano nell’abitazione, tra l’altro, sono entrati i carabinieri, per un primo sopralluogo. Un rapporto di fiducia che si è quindi incrinato quando la somma di denaro si è volatilizzata. Secondo quanto ha dichiarato Clericò, Marilena Re non sapeva che i suoi 90mila euro erano stati spesi. Quando ha chiesto la restituzione della somma, per saldare il debito con l’Agenzia delle entrate, Clericò e la moglie hanno iniziato a racimolare denaro, chiedendo prestiti. Lunedì 31 luglio avrebbero dovuto consegnare i soldi all’amica, che entro quella data doveva saldare il debito con lo Stato. Ma la scomparsa di Marilena, il giorno precedente, ha risolto il problema della famiglia Clericò. Secondo l’accusa Vito, la mattina di domenica 30 luglio, si sarebbe presentato a casa di Marilena senza avere appuntamento con lei, mentre il marito della donna si trovava a Garbagnate. Forse le ha rivelato che il suo denaro era stato speso ed è scoppiata una lite. Oppure aveva già architettato un omicidio, commesso in casa o in un altro luogo, per poi fare a pezzi il cadavere e nasconderlo nell’orto, forse aiutato da un complice.