Garbagnate Milanese, 4 ottobre 2017 - Vito Clericò, il 65enne di Garbagnate Milanese killer reo confesso di Marilena Re, la donna di Castellanza uccisa e decapitata lo scorso 30 luglio, soffrirebbe da tempo di problemi psichiatrici. A sostenerlo è il suo avvocato, Franco Rovetto, il quale sta valutando l'ipotesi di sottoporlo a perizia psichiatrica. Secondo quanto sostiene il legale, lo scorso aprile, senza consultarsi con il suo specialista, Clericò avrebbe infatti interrotto l'assunzione dei medicinali che gli erano stati prescritti. Decisione che, parole dell'avvocato, "potrebbe avergli provocato blackout e squilibri tali da reagire in maniera inconsulta se sotto pressione". Stando a Rovetto, il 65enne "è in cura da diversi anni presso vari specialisti, l'ultimo proprio di Garbagnate Milanese, ma avrebbe smesso di colpo di prendere gli psicofarmaci che gli erano stati prescritti". L'avvocato sostiene dunque che "secondo i pareri chiesti ai nostri consulenti, la brusca interruzione dei farmaci potrebbe aver prodotto uno squilibrio psichico". A seguito della richiesta di restituzione di denaro da parte di Marilena Re, che a Clericò e alla moglie aveva prestato del denaro, "ha reagito con un gesto inconsulto, dovuto all'incapacità di gestire la pressione a causa dello scompenso psichico". 

Intanto dall'autopsia emergono dettagli sulla feroce aggressione: Marilena è stata colpita numerose volte al cranio, in particolare alla testa e al volto. Come riferito da Daniela D'Emilio, legale del pensionato reo confesso, la testa decapitata della promoter di Castellanza (Varese) sarebbe stata ricoperta con un materiale che apparentemente sembra cemento prima di essere gettata in un campo di Garbagnate Milanese."Sul volto, ha spiegato il nostro consulente di parte, c'era una specie di calce - ha detto l'avvocato - un cemento morbido che copriva la testa lasciando fuori solo un occhio".