Garbagnate Milanese, 3 ottobre 2017 - Denaro dato in prestito e non affidato con l’obiettivo di sottrarlo all’Agenzia delle entrate. È questo il nuovo spunto investigativo emerso dalla Procura di Busto Arsizio sulle indagini per la morte di Marilena Rosa Re, la promoter di 58 anni di Castellanza uccisa e decapitata dal reo confesso Vito Clericò, 65 anni di Garbagnate Milanese. Fino ad oggi, secondo quanto Clericò e sua moglie Alba De Rosa (indagata con l’accusa di sequestro di persona, in concorso con il marito) avevano dichiarato agli inquirenti, si era creduto che la defunta promoter avesse affidato a loro del denaro derivante da sue proprietà immobiliari, per evitare che i soldi venissero pignorati a seguito di un debito per il fallimento dell’attività di famiglia. 

Secondo l’avvocato che difende entrambi i coniugi, la verità sta nel mezzo. «Marilena Re aveva dato a Clericò e De Rosa 96mila euro, dicendo che sessanta potevano utilizzarli come prestito, non si capisce se con interessi o meno - ha spiegato l’avvocato Daniela D’Emilio - Sedicimila euro erano stati restituiti, ma dai conti finali ballano comunque dei soldi». Secondo l’avvocato, Alba De Rosa voleva restituire il denaro a Re, e «da settimane chiedeva prestiti ad altre persone a fronte del denaro da restituire. Sarebbe arrivata a domandarne addirittura 80mila», ha aggiunto il legale. In totale, spiega il legale, «La vittima avrebbe dato alla coppia 96mila euro, 16mila dei quali erano stati restituiti. Il termine per la restituzione era fissato a gennaio 2019. Alla fine, però, non c’era più nulla». 

Secondo le accuse, quindi, il movente più probabile per l’omicidio di Marilena resta il prestito-denaro affidato che la coppia di Garbagnate Milanese aveva speso. Le indagini del pm bustocco Rosaria Stagnaro proseguono sulla scia dei soldi che i coniugi Clericò avrebbero ricevuto e utilizzato nel corso degli ultimi vent’anni. In particolare, sempre a detta del loro legale, gli inquirenti si stanno focalizzando sul denaro utilizzato per la costruzione della loro abitazione. Soldi che non sarebbero stati ricevuti da Marilena Re ma, secondo quanto afferma l’avvocato, «da un’altra persona». Proseguono inoltre gli esami degli esperti del Labanof sui resti della vittima. Per riuscire a ricostruire con precisione cause e dinamica della morte, ci vorranno ancora alcune settimane. Accertamenti verranno condotti anche sul navigatore in uso a Vito Clericò, per verificare i suoi spostamenti nel giorno in cui Marilena è sparita ed è stata uccisa.