Rho (Milano), 3 ottobre 2017 - Potrebbe essere il Dna a incastrare l’assassino di Antonietta Migliorati, la pensionata di 73 anni uccisa il 17 agosto scorso nella sua abitazione di via Belvedere 4 a Rho. I Ris di Parma nelle scorse ore sono riusciti ad isolare un profilo da alcune tracce biologiche rinvenute sul corpo e sui vestiti della donna che prima di crollare a terra ha cercato di difendersi lottando con chi la stava aggredendo. Nelle prossime ore gli inquirenti confronteranno il materiale genetico isolato con quelli prelevati ad alcune persone ascoltate subito dopo l’omicidio dai carabinieri e dal pm Antonio Cristillo, titolare dell’inchiesta. La risoluzione del giallo potrebbe essere ormai vicina: sono state visionate le immagini delle telecamere installate nella zona, disposte intercettazioni telefoniche, effettuati i rilievi nell’appartamento, gli interrogatori e ora giungono le prime risposte dal Dna. Il quadro ormai è completo e forse il nome dell’assassino è già stato iscritto nel registro degli indagati.

La donna, che è morta dissanguata a causa delle profonde ferite al collo provocate da un oggetto appuntito, è stata trovata dalla figlia Stefania nel bagno alle 21 del 17 agosto. La figlia nel pomeriggio aveva telefonato molte volte alla madre senza avere risposta. In serata la tragica scoperta. In queste settimane i carabinieri del Nucleo investigativo di Monza e quelli della Compagnia di Rho hanno scavato nella vita della pensionata e nella cerchia dei suoi amici e famigliari. Una vita semplice quella di Antonietta, la spesa al mattino nelle vie del centro, le passeggiate con il gruppo in cammino, le serate di ballo con gli amici del centro anziani, l’amore per la sua famiglia. La passione per la cartomanzia. Non aveva nemici, secondo quanto riferito da chi la conosceva, eppure quel giorno l’assassino è andato proprio a casa di Antonietta e, probabilmente dopo una discussione, l’ha aggredita in salotto, trascinata nel bagno e qui l’ha colpita con colpi violenti, inferti soprattutto con la punta di un coltello (che non è ancora stato trovato) ma anche tagli trasversali, il più profondo dei quali le ha reciso la giugulare. Il movente dell’omicidio potrebbe essere passionale o legato alla sua attività di indovina. Di certo, lei conosceva l’assassino, al quale ha aperto la porta.