Rho, 1 settembre 2017 - In via Giusti, nella sede del Gruppo sociale anziani rhodensi, l’idea che l’assassino di Antonietta sia un amico o un conoscente non convince nessuno. «Era una bravissima persona, andava d’accordo con tutti, non l’abbiamo mai vista litigare con nessuno - raccontano - vogliamo proprio vedere in faccia chi l’ha uccisa». La notizia che ci sia un sospettato per la morte di Antonietta Migliorati, 73 anni, la pensionata trovata cadavere nella sua abitazione di via Belvedere a Rho, la sera del 17 agosto, è sulla bocca di tutti. E così nel centro anziani di via Giusti, mentre un gruppo gioca a carte gli altri ricordano Antonietta e commentano le notizie che arrivano dalla Procura di Milano.

Chi tra gli amici potrebbe avere colpito Antonietta al collo con un oggetto appuntito, più volte, con ferocia, fino a recidere la giugulare e provocare la morte? E soprattutto perchè? «Ho letto della pista passionale - commenta Rosario Pepe, uno degli amici più cari della vittima - ma non è possibile. Antonietta è stata sposata due volte, e due volte vedova, di uomini non ne voleva più sapere».

Rosario è stato ascoltato anche dai carabinieri della Compagnia di Rho perchè è uno degli ultimi ad avere visto Antonietta il 17 agosto, «l’ho vista giovedì mattina alle 10 in via Matteotti, ero con un amico, l’abbiamo invitata a bere un caffè ma lei era di fretta doveva andare a casa a mettere la carne in frigorifero». Secondo quanto ricostruito, la pensionata il giorno in cui è stata uccisa aspettava due persone a cena. E’ stata la figlia Stefania a trovare il suo corpo dissanguato nel bagno di casa, intorno alle 21. «Devo essere sincero, quando venerdì 18 agosto mi hanno detto Antonietta era morta - continua Pepe - ho pensato che si trattava di un infarto. Ultimamente soffriva di qualche problema di cuore e in una delle ultime uscite con il Gruppo di cammino era stata male e abbiamo dovuto chiamare l’ambulanza».