Garbagnate Milanese, 13 settembre 2017 - Si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio di garanzia, questa mattina in carcere a Busto Arsizio (Varese), Vito Clericò, il 65enne di Garbagnate Milanese (Milano) fermato lunedì mattina per l'omicidio e l'occultamento del cadavere di Marilena Rosa Re, promoter di 58 anni di Castellanza (Varese).  A renderlo noto è il suo avvocato Daniela D'Emilio. Il cadavere decapitato della donna è stato trovato sepolto nell'orto del 65enne che agli inquirenti aveva indicati il punto preciso dove scavare. Non è ancora stata trovata la testa della vittima. "Ha ritenuto di non rispondere alle domande - ha spiegato il legale - è molto provato e ha paura di raccontare quello che sa, ci vorrà ancora un po' di tempo".

Il legale ha valutato la richiesta di misure alternative al carcere, in caso l'arresto venga convalidato (la decisione del Gip Nicoletta Guerrero è attesa entro poche ore): "Eventuali domiciliari non sono però possibili presso l'abitazione del figlio - ha proseguito il legale - valuteremo se affittare un appartamento dato che la sua abitazione è sotto sequestro". La famiglia, spiega il legale, ha appreso la notizia del fermo di Vito Clericò "domenica, in caserma, quando è arrivato l'esito dei Ris di Parma sugli schizzi di sangue trovati su un paio di jeans di Clericò. E' stato un fulmine a ciel sereno". Il 65enne, ex dipendente di un supermercato in pensione, vive con la moglie e ha un figlio. Clericò avrebbe inoltre "consapevolmente eliminato la propria scheda sim" dal telefono perché "recava la prova dell'ultimo contatto" con la vittima.

Lunedì mattina è stato il 64enne ad accompagnare gli inquirenti nell’orto di via Volta, indicando dove era stata sepolta Marilena Re: con l’ausilio dei vigili del fuoco sono state tolte le fascine, il fogliame che si era accumulato nel corso di queste settimane e sono iniziati gli scavi. Il racconto del ritrovamento del cadavere di Marilena è arrivato ieri sera dopo una giornata di rilievi da parte dei tecnici del laboratorio di antropologia forense Labanof dell’università degli studi di Milano: in una fossa profonda circa un metro, è stato trovato il corpo di una donna decapitata, piegata in due, nascosta sotto un sacco di iuta e uno di plastica. Individuato il corpo, ieri per tutta la giornata i tecnici hanno fatto un lavoro di archeologia, "tolgono la terra, molto lentamente, a strati, con estrema attenzione cercando di non alterare quello che si trova nell’orto - continua Fontana -. Nell’ordine abbiamo trovato un sacco di iuta, un sacchetto di cellophane e il corpo di un essere umano ripiegato in due. Manca la testa". Il procuratore della Repubblica di Busto, Gianluigi Fontana, ha nel tardo pomeriggio reso nota la convalida dell'arresto di Clericò: "Il gip ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere".