Garbagnate Milanese (Milano), 7 dicembre 2017 - Una nuova versione, l’ottava. E un nuovo movente: «I soldi con la morte di Marilena non c’entrano niente». Vito Clericò, il pensionato di 65 anni di Garbagnate Milanese, in carcere con l’accusa di aver ucciso e occultato il cadavere di Marilena Rosa Re, 68enne di Castellanza (Varese), ha chiesto al suo avvocato Daniela D’Emilio di essere ascoltato dal pm per raccontare come e perché lo scorso 30 luglio ha ucciso la donna.

Lo ha fatto nel corso dell’ultimo colloquio in carcere a Busto Arsizio. «Clericò mi ha fornito una nuova versione di quanto è accaduto il 30 luglio, ha anche indicato che il denaro con c’entra niente». Il legale nei prossimi giorni chiederà al pm del Tribunale di Busto Arsizio Rosaria Stagnaro, titolare dell’indagine, di ascoltare il suo assistito.

Poche le indiscrezioni trapelate sulla nuova versione, l’avvocato D’Emilio e il suo collega Franco Rovetto vogliono essere sicuri di quanto raccontato, «prima dobbiamo parlare con il pm e comunque stiamo facendo riscontri su quanto ci ha riferito». Sembra che Clericò abbia convinto la promoter a seguirlo nell’orto di via Volta non con la scusa di restituire i soldi avuti in prestito ma per un altro motivo, decisamente più personale. E qui si sarebbe consumato l’omicidio.

«Ho fatto tutto da solo», avrebbe comunque confermato il presunto omicida, che in questi mesi ha sempre difeso la moglie Alba De Rosa indagata a piede libero per sequestro di persona. La moglie dunque pur essendo la contabile di casa, anche nella nuova versione sarebbe estranea al macabro omicidio. Intanto Clericò ha presentato la denuncia contro il suo ex compagno di cella che il 22 novembre lo ha aggredito. Infine i suoi legali hanno anche nominato Alessandro Melluzzi consulente di parte per la perizia psichiatrica.