Lainate (Milano), 29 settembre 2017 - «Siamo pronti a ricominciare, stiamo facendo gli ultimi collaudi ai nuovi macchinari, da lunedì possiamo ripartire a pieno regime». Esattamente un anno fa, nella notte tra il 29 e 30 settembre, un incendio di natura accidentale distrusse completamente macchinari e capannoni della Caris di Lainate, azienda che si occupa del trattamento e della selezione dei rifiuti di plastica. Il titolare Carlo Comizzoli non si è rassegnato, «vogliamo stare qui e riprendere a lavorare in tempi brevi», aveva dichiarato. Le cose sono andate proprio così: dieci mesi fa ci aveva mostrato il progetto, oggi con orgoglio ci mostra il suo nuovo impianto di selezione automatica dei rifiuti in plastica, costato quasi una decina milioni di euro. La Caris, centro di selezione Corepla (Consorzio nazionale recupero plastica), situata nell’area ex Alfa Romeo, riprenderà a smaltire i rifiuti differenziati che arrivano da una quarantina di Comuni dell’hinterland, circa 200 tonnellate al giorno di rifiuti di plastica, 50.000 tonnellate all’anno. «In questi mesi di stop alla Caris i rifiuti dei Comuni sono stati inviati ad altri impianti, come Corsico e Bergamo», spiega Edoardo Comizzoli, figlio del titolare. Il ciclo di selezione della plastica, da quando arriva nei sacchi a quando viene suddivisa per polimero e colore, è svolto quasi interamente alle macchine e dai lettori ottici che riconoscono il tipo di plastica. Sono le macchine a rompere il sacco dei rifiuti che contiene la plastica e a trasportarla in due grossi macchinari per la prima separazione. Da una parte le bottiglie, dall’altra gli altri rifiuti.

Il controllo finale manuale, invece, è affidato agli operai, un centinaio quasi tutti dipendenti di una cooperativa che riprenderanno a lavorare dopo mesi di cassa integrazione straordinaria. Una volta compattati i rifiuti in plastica vengono inviati ad altri impianti per il riciclo. La notizia della riapertura mette fine alle indiscrezioni sulla volontà dell’azienda di lasciare l’area dell’ex Alfa Romeo. «Siamo state una delle prime aziende che si è insediata in quest’area industriale nel 2001 - conclude il figlio - non solo riprenderemo ma abbiamo intenzione di ampliare l’attività e infatti abbiamo acquistato il capannone accanto al nostro, altri 10.000 metri quadrati».