Lainate (Milano), 18 marzo 2017 – Un altro insetto nei pasti della mensa scolastica di Lainate. È il terzo episodio in pochi giorni. Venerdì scorso la lumachina e lo scarafaggio alle scuole elementari di via Sicilia aveva messo in agitazione 1.200 famiglie. In massa avevano reagito con una protesta fragorosa mandando a scuola i bambini con il panino in cartella. Lunedì, invece, la scoperta del lombrico nell’insalata riccia servita alla scuola media di via Lamarmora è passata sotto silenzio generale e qui la reazione non c’è stata. Proprio lunedì, quando si è verificato il rinvenimento del nuovo corpo estraneo, sulle pietanze erano in corso controlli che non avevano evidenziato irregolarità.

Il servizio di ristorazione di fatto non si è fermato nemmeno un giorno. Il sopralluogo dell’Ats (ex Asl) che non aveva individuato carenze igienico sanitarie negli spazi mensa era bastato a calmare le acque dato che non si presentava la necessità di chiudere la refezione. Gli insetti cotti nelle pietanze, infatti, sarebbero l’effetto indesiderato del cibo biologico secondo le analisi effettuate sui resti degli animaletti inviati ai laboratori.

La conferma è arrivata ieri pomeriggio e tempestivamente il Comune l’ha diffusa: «L’insetto proviene dal campo», si legge nel referto. Vale a dire che sotto i denti della maestra delle scuole di via Sicilia è capitato un coleottero e non uno scarafaggio. «Tali evidenze contiamo contribuiscano a rassicurare le famiglie in aggiunta a quanto già comunicato rispetto ai controlli effettuati dall’Ats – scrive in un nota la municipalità – L’amministrazione comunale ha comunque già provveduto a richiamare la società di refezione (Dussmann, ndr) ad una costante e puntuale attenzione alla qualità delle lavorazioni dei pasti, sia nei processi interni di preparazione e distribuzione, sia nei processi esterni, relativamente alle forniture delle materie prime».

Anche nei prossimi giorni continueranno i controlli attraverso il tecnologo alimentare con il contributo dei comitati mensa, assicura l’assessore a Cultura e Istruzione Ivo Merli, che aggiunge: «Garantiamo a tutti che faremo quanto nelle nostre possibilità per far ritornare il momento del pasto in mensa, un momento di serenità per bambini, famiglie e operatori della scuola, un momento fondamentale del tempo scuola».

Fra i genitori c’è chi è disposto a chiudere un occhio pur di non avere pesticidi nel piatto e altri che la pensano diversamente. «Si sarà trattato anche di insetti riconducibili alla natura biologica del prodotto – dice una mamma – ma io nel piatto di mio figlio non vorrei nulla di simile». L’idea che sembra mettere tutti d’accordo guarda al taglio delle ore di lavoro delle addette alla mensa fra le cause degli «insufficienti controlli».