Garbagnate Milanese, 19 ottobre 2017 - Una casa venduta, un testamento, scritto a mano, che destina tutti i risparmi a un’amica che la ospita in casa, e neppure un centesimo ai parenti. Una fortuna, che desta però più di un sospetto. Specie se la beneficiaria dell’inattesa eredità è Alba De Rosa, la moglie di Vito Clericò. La prima indagata per sequestro di persona, il secondo anche arrestato per l’omicidio di Marilena Re, la promoter di Castellanza, uccisa, decapitata e seppellita nell’orto. Movente, secondo l’accusa, proprio una ingente cifra di denaro, sessantamila euro, che la vittima aveva affidato all’uomo e che rivoleva indietro. Ce n’è abbastanza perché sulla coppia, 68 e 65 anni, si accenda un nuovo faro della Procura di Busto Arsizio, che già indaga per il delitto della 58enne del Varesotto.

I rapporti I tra l’anziana, morta nel 2002, e Alba entrano in un fascicolo sul tavolo del pm Rosaria Stagnaro, a seguito delle indagini svolte dagli inquirenti sulla gestione del denaro dei Clericò, partite dai soldi mai restituiti a Marilena Re. Ma, scavando nei rapporti passati dei coniugi di Garbagnate, che con il denaro ricevuto in prestito avrebbero spiegato agli investigatori di aver sistemato la loro graziosa villa alle porte di Milano, è emerso prima un prestito di altri trentamila euro da parte di un ex collega della moglie, poi, andando a ritroso, nel 1998 la donazione dei risparmi di un’anziana milanese conosciuta non si sa bene come, che avrebbe deciso di affidarsi alle cure della 68enne e del marito. Una scelta vergata di proprio pungo su un foglio a righe quando era ancora in vita. Del documento, datato luglio 1998, dieci mesi dopo l’inizio della convivenza fra l’anziana e i due coniugi, si sta verificando l’autenticità. «Ho venduto l’appartamento di mia proprietà a Milano, ho dato il ricavo della vendita alla signora Alba De Rosa, coniugata Clericò – recita – in cambio di ospitalità nella sua casa». L’acquirente dell’immobile dell’anziana ricorda perfettamente il momento del rogito: «Quando misi l’assegno sul tavolo, ricordo che all’anziana proprietaria fu strappato di mano da chi era con lei». Poi il testamento continua: «Ho deciso anche di aprire un conto corrente bancario intestato a me e alla signora De Rosa, la quale è autorizzata da me a prelevare qualsiasi cifra e in qualsiasi momento ritenuto da lei opportuno» e, ancora, «autorizzo la signora Alba a usare tutti i miei risparmi come meglio crede e a estinguere il conto corrente dopo il mio decesso, spero il più tardi possibile. Prego pertanto tutti i miei parenti di astenersi dal pretendere alcunché». La donna è deceduta nel 2002, a 76 anni.