Garbagnate (Milano), 30 novembre 2017 - Si difende, "sono schifata, io con la morte di Marilena non c’entro niente. Quando l’11 settembre ci hanno portato via i carabinieri, io mi sono messa a urlare con mio marito, se sapeva qualcosa doveva dirlo subito perché altrimenti ci andavamo di mezzo anche io e mio figlio". E poi difende il marito,"non credo che sia l’assassino di Marilena, lui non fa del male. Lo subisce ma non ne fa". Alba De Rosa, moglie di Vito Clericò, il 65enne di Garbagnate Milanese accusato dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere di Marilena Rosa Re, la promoter 58enne di Castellanza, parla per la prima volta. Lo ha fatto ai microfoni di Telelombardia. L’intervista realizzata dal giornalista Marco Oliva andrà in onda giovedì sera alle 20.30 nel corso della trasmissione «Iceberg Lombardia».

Alba De Rosa è indagata a piede libero per sequestro di persona in concorso con il marito. Da settimane è ospite di alcuni parenti in provincia di Foggia, in questi giorni è tornata in Lombardia per andare a trovare il marito, in carcere a Busto Arsizio. Voleva parlare con lui e assicurarsi delle sue condizioni di salute dopo che lo scorso 22 novembre è stato picchiato da un compagno di cella. Nella lunga intervista Rosa piange più volte, soprattutto quando parla del marito, "se Vito dovesse dirmi, ‘sono stato io’. Io non gli crederei".

Ricorda nei particolari anche la mattina del 30 luglio scorso, giorno in cui è scomparsa ed è stata uccisa Marilena, "quando mi sono alzata lui non c’era, lui andava all’orto la mattina presto a prendermi le verdure. Quando è venuto su mi ha chiesto se gli facevo il caffè, era tranquillo. Io la biancheria sporca di sangue non l’ho vista". E poi racconta dei soldi che la vittima aveva consegnato alla coppia, uno dei tanti segreti custoditi da Alba e dal marito sui quali si era focalizzato anche l’interrogatorio della pm Rosaria Stagnaro, titolare dell’inchiesta. "Marilena ha prelevato i soldi e me li ha portati a casa". "Mi chiese se glieli potevo tenere, se avevo un posto sicuro», spiega Alba che proprio in quel periodo aveva bisogno di soldi, "Marilena mi ha detto che me li avrebbe prestati lei con il 5% di interessi". Insomma da una parte c’era il bisogno della promoter di trovare qualcuno che custodisse 90mila euro per sottrarli al fisco e dall’altra l’urgenza della coppia Clericò di denaro per pagare dei debiti in scadenza. Le verità di Alba riguardano anche il testamento di Adriana, l’anziana che Vito e Alba avevano accolto nella villa di via Livorno dal 1998 al 2000 e che avrebbe lasciato tutto a loro, denaro e appartamento. "Il testamento l’ho trovato dopo la sua morte, non era nascosto. Era nell’armadio che era all’interno della sua camera nella mia casa di Garbagnate, è stato scritto da lei". E poi ci sono le versioni del marito su come sono andati i fatti, da reo confesso a innocente.