Settimo Milanese (Milano), 30 dicembre 2017 - Chiesa cimiteriale, costruita ad un crocevia di strade e lontana dal centro abitato. La chiesa di San Sebastiano a Settimo Milanese è sempre stata molto amata dai cittadini. Lo è ancora oggi, nonostante l’incuria, il degrado e la rete arancione da cantiere che nasconde storia e fascino. Da qui l’idea di un gruppo di cittadini, «salvare e trasformare quel luogo» in un luogo di bellezza, storia, tradizione, cultura e fede. Per farlo hanno promosso una raccolta di firme su change.org una piattaforma on line che gestisce, tra l’altro, anche campagne di sensibilizzazioni.

La Petizionene è indirizzata alla Curia di Milano, proprietaria dell’immobile, alla Sovrintendenza dei Beni Culturali dell’area Metropolitana di Milano e al Segretariato Regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali per la Lombardia. In poche settimane sono state raccolte 875 firme, l’obiettivo è di arrivare almeno a 1.000 firme. «San Sebastiano è una chiesa con un’origine molto antica, risalente all’alto medioevo - racconta Enrichetta Berlati, una dei promotori - è stata riedificata a metà del Quattrocento da Zanino Meraviglia. La chiesa era frequentata soltanto nel giorno di festa del patrono, il 20 gennaio. Qui si celebrava la messa. Inoltre si teneva davanti alla chiesa un mercato, che attirava gente anche da lontano, e ancora oggi qualcuno si ricorda il profumo delle castagne che erano la tradizione di quell’occasione». Dal 1950 la chiesa è stata abbandonata e ora le sue condizioni di degrado sono sotto gli occhi di tutti: i muri sono danneggiati, erbacce e sterpaglie la ricoprono e per evitare che qualcuno si avvicini è stata anche recintata.

Il dibattito è nato su facebook dopo la pubblicazione di una foto di Gaetano Ciochetta, «mi piace girare a piedi per il territorio e scattare foto a luoghi poco conosciuti ma che meritano considerazione - racconta Ciocchetta - quando ho postato la foto della chiesa di San Sebastiano moltissimi hanno scritto commenti sullo stato di abbandono, ma anche auspici che la chiesa venga restaurata perché fa parte della storia di Settimo». E così Enrichetta, Gaetano, Alvaro Cavenaghi e Andrea Lisiero, hanno lanciato la petizione, «la raccolta di firme vuole essere un segno per unire tutti coloro che pensano che questo edificio storico meriti un po’ più di considerazione, che non venga abbandonato a se stesso con il rischio di diventare anche pericoloso, oltre che pericolante». Il comitato ha scritto anche al Fai e la chiesa di San Sebastiano potrebbe essere uno dei beni architettonici da votare e salvare in occasione della prossima edizione dei «Luoghi del cuore».