Bollate (Milano), 5 dicembre 2017 - Edifici fatiscenti, degrado, ascensori rotti, parti comuni in stato di abbandono, assenza cronica di manutenzioni ordinarie e straordinarie nei caseggiati Erp di via Verdi 36/42 a Bollate. È qui che Regione Lombardia ha scelto di sperimentare un nuovo modello di riqualificazione urbana avviato con finanziamenti comunitari: tempi di realizzazione stretti e azioni sociali fra i punti chiave della novità che interesserà un’ampia area fra le vie Trento, Verdi, Vittorio Veneto e Repubblica. Sul piatto ci sono 7,8 milioni di euro.

Il recupero dei caseggiati Erp il cuore del progetto. «Attendiamo interventi da 43 anni», la chiosa degli inquilini di via Verdi, all’incontro organizzato dalla municipalità per la presentazione del progetto di Rigenerazione urbana che prevede anche la riqualificazione energetica per il plesso scolastico di via Verdi, nuova illuminazione nel quartiere e una serie di azioni sociali fra le quali anche misure per la morosità incolpevole e maggiore sicurezza intorno la complesso abitativo.

«Il disagio sociale e i problemi di ordine pubblico che si vivono in questa zona della città sono sotto gli occhi di tutti. Non vogliamo che frange di territorio vengano abbandonate a se stesse. Il percorso di riqualificazione sarà partecipato con gli inquilini, i tempi sono strettissimi. Crediamo molto in questa sfida, in via Verdi non andrà a finire come con il contratto di Quartiere di via Turati 40», la premessa del sindaco Francesco Vassallo all’incontro che ha visto la presenza dell’architetto Patrizia Settanni responsabile del progetto comunale, dei rappresentanti di Regione, di Aler e Ermanno Ronda del Sicet in rappresentanza degli inquilini.  «I risultati di processi come questo sono migliori se fatti insieme agli abitanti, raccogliendone le istanze, abbiamo alle spalle luci e ombre dei contratti di quartiere, non vorremmo che si ripercorresse la stessa strada. L’obiettivo deve essere quello di ricucire lo spazio con il resto della città, non vogliamo un progetto a scatola chiusa», ha detto il Sicet che alla sperimentazione bollatese lavora preparando un documento piattaforma con le segnalazioni delle famiglie. «Con le risorse disponibili non si potranno fare tutte le cose del mondo. Saranno realizzati interventi strutturali che rimangono nel tempo - ha sottolineato la Regione -. Si tratta di una operazione complessa: rispetto dei tempi e incremento degli alloggi i paletti europei da rispettare».

Sono 12 gli appartamenti in più previsti attraverso il frazionamento degli alloggi esistenti, saranno destinati ad anziani, persone con disabilità e nuclei monoparentali. Entro i primi mesi del 2018 il progetto sulla carta dovrà essere pronto, gara d’appalto e l’affidamento dei lavori entro il 2020. Primo passo mercoledì, in agenda c’è il sopralluogo e l’avvio del tavolo di lavoro insieme ai cittadini.