Bollate (Milano), 8 luglio 2017 - Le lezioni tra i banchi di scuola e dietro ai fornelli, per loro, sono iniziate a novembre 2012. Interrogazioni, compiti in classe, lezioni teoriche in cucina e nella sala da pranzo. Nelle scorse settimane hanno superato le prove scritte e gli esami orali, davanti alla commissione ministeriale, come migliaia di altri studenti in tutta Italia. Ora è tempo di diploma. E di festeggiamenti. Succede nel carcere di Bollate, l’istituto di pena alle porte di Milano, all’avanguardia per il trattamento avanzato dei detenuti. Quattro di loro hanno conseguito l’attestato di maturità al termine dei cinque anni di studio nella scuola alberghiera Paolo Frisi aperta all’interno del carcere.

Quattro detenuti che hanno “sfruttato” gli anni di reclusione per costruirsi una prospettiva concreta per quando usciranno dal carcere e sono diventati cuochi. Il progetto è stato possibile grazie alla partnership tra l’istituto professionale Paolo Frisi di Quarto Oggiaro, la II Casa di Reclusione di Milano-Bollate e la Cooperativa “Abc La sapienza in Tavola” che, con il reperimento di fondi privati, ha consentito il primo avvio del percorso di studi poi rientrato ufficialmente tra le attività del Ministero dell’Istruzione. Un’ala del carcere è diventata una vera e propria succursale del Frisi, con cucina, sala ricevimento e un’aula di studio dove complessivamente circa 60 detenuti-studenti si stanno formando nel settore enogastronomia e cucina.

"Ritengo che la conclusione del primo ciclo di studi della scuola alberghiera sia un grande successo anche perché frutto di una forte interazione tra istituzioni pubbliche e lo stesso privato sociale - dichiara Massimo Parisi, direttore del carcere -. Si tratta, inoltre, di un percorso di studi altamente qualificato e idoneo a fornire competenze che i detenuti possono spendere utilmente nel mercato del lavoro costituendo, così, la base per una loro inclusione sociale al termine dell’esecuzione della pena".

Alla cerimonia di consegna dei diplomi ci saranno il preside del Frisi, Luca Azzolini, i docenti e Silvia Polleri, la “visionaria” presidente della Cooperativa Abc La sapienza in Tavola che ha consentito l’avvio di questo percorso scolastico e del ristorante “InGalera”, il primo ristorante in carcere in Italia. Una scommessa vinta per i detenuti e per chi ha creduto in loro: "La scuola in carcere non è solo istruzione - conclude Parisi -, significa mettersi in discussione e rimettersi in gioco, il Frisi non è l’unico percorso di formazione professionale che abbiamo, complessivamente sono 200 i detenuti che studiano, dalla scuola primaria ai corsi universitari".