Baranzate (Milano), 11 luglio 2017 - I condomini hanno ripulito ancora una volta la discarica nel giardino dei palazzoni di via Aquileia a Baranzate. Un edificio considerato “brutto” e “pericolante” da chiunque lo osservi. Dodici piani tirati su negli anni d’oro dell’Alfa Romeo di Arese, oggi parlano di degrado ed emarginazione: più di 400 cittadini abbandonati in mezzo a criminalità, abusivismo, spaccio e difficili tentativi di integrazione. Le istituzioni, la parrocchia e le associazioni fino ad ora hanno collaborato poco e niente e così un gruppo dei proprietari storici e qualche nuovo inquilino provano a cavarsela da soli. Domenica hanno pulito l’immondizia che in molti lanciano dai balconi.

Nei giorni precedenti erano stati dal prefetto per tentare di arginare l’invasione delle occupazioni abusive, del mercato nero degli affitti, del dilagare degli impianti abusivi di gas e corrente elettrica. Armati di lucchetti hanno chiuso gli appartamenti vuoti e consegnato le chiavi all’amministratore nominato dal tribunale. Stanno bussando a tutte le porte per chiedere "che ladri, spacciatori e opportunisti vengano buttati fuori una volta per tutte e che in via Aquileia si possa tornare a vivere". Dopo un mese dalle ultime operazioni di pulizia, è ricominciata a “piovere” la spazzatura dai balconi. "E noi siamo tornati a raccogliere la sporcizia. Continueremo fino a quando gli incivili non la smetteranno di sporcare", dicono i pochi abitanti che si sono rimboccati le maniche. "Abbiamo raccontato al prefetto la situazione in cui siamo costretti a vivere - aggiungono -. Ci ha spiegato che far intervenire l’esercito non è possibile, si metterà, invece, in contatto con il Comune per discutere, nell’ambito delle azioni consentite dalla legge, quali azioni intraprendere. Noi, intanto, nonostante tutti gli sforzi ci sentiamo sempre più soli. Non mancano i momenti di tensione quando proviamo a fermare nuovi tentativi di occupazione". Negli appartamenti occupati abusivamente vivono decine di persone in piccoli spazi, ci sono impianti improvvisati con bombole di gas e fili della corrente tirati da un pianerottolo all’altro.

La visita dal prefetto è stata l’occasione per far partire l’ennesimo appello da via Aquileia "a tutto il consiglio comunale affinché possa considerare questa nuova opportunità - dicono i condomini -. Noi e il nuovo amministratore da soli non possiamo ripristinare la legalità in questo palazzo. Ai consiglieri di maggioranza e opposizione chiediamo di non sprecare questa occasione". Il prossimo passo? "Aspettiamo che qualcuno risponda, per uscire da questo tunnel occorre la presenza dello Stato che qui non c’è più, del Comune e delle istituzioni".