Rho (Milano), 12 gennaio 2018 - «Sono qui lunedì mattina», dice uno dei malati “ricoverati” nella sala visite e ancora in attesa di un posto letto in reparto. In corridoio ci sono otto barelle, con altrettanti pazienti e famigliari. Sul monitor in sala d’attesa sono riportati i numeri dell’attività in corso: 14 pazienti in attesa, si tratta di persone che hanno già fatto il triage, gli è stato assegnato un codice e aspettano di fare visite o esami, 12 hanno un codice verde, uno giallo e uno bianco. Tanti volti doloranti, ma nessuno grave, «sono qui da tre ore, gli infermieri sono stati cortesi, mi hanno detto che se in attesa della visita si acutizza il dolore di chiamarli», racconta una signora. Dentro ci sono altri 24 pazienti in visita o in attesa dell’esito di vari esami e accertamenti. Sono le 13.30. Giorno di straordinario lavoro, quello di ieri, per il pronto soccorso dell’ospedale di Rho.

Lo dice anche la direzione generale dell’Asst Rhodense: oltre 450 accessi giornalieri ai pronto soccorso di Rho e Garbagnate, circa il 150% rispetto alla media annuale. La concomitanza di eventi come l’assenza per le festività natalizie dei medici di base, l’arrivo della prima ondata influenzale, la riduzione dei posti letto nei reparti ospedalieri «hanno messo a dura prova la tenuta del sistema». Il periodo delle festività natalizie è il più temuto per medici e infermieri che lavorano in pronto soccorso. A Rho, per esempio, fino a lunedì 8 gennaio i posti letto erano chiusi e hanno costretto molti pazienti ad attendere per giorni interi su una barella in corridoio, con l’assistenza medica assicurata ma senza privacy, in mezzo ad un viavai continuo di pazienti, medici, infermieri e famigliari. Senza la possibilità di riposare neppure di notte.

«Mio papò è qui da due giorni, non è un bel posto dove stare nemmeno per noi che li assistiamo - racconta un famigliare - io vado e vengo durante il giorno. Spero che si liberi un posto letto in medicina». La maggior parte dei pazienti ha patologie respiratorie collegate all’influenza o semplicemente alla stagione invernale. Ci sono moltissimi anziani sui letti nelle sale visita. Il picco di accessi per quanto riguarda il pronto soccorso pediatrico, invece, c’è stato prima di natale. In media i pazienti che arrivano al pronto soccorso e poi vengono ricoverati sono 6-7, in questi settimane il doppio.

«Ci sono anche persone che vengono qui per niente - commenta un pazienti in attesa - noi siamo qui dalle 10, hanno fatto subito il triage e attendiamo gli esiti di alcuni esami». Non tutti però sono della stessa opinione, «ogni anno si verifica la stessa emergenza, possibile che non esiste un piano per affrontare il sovraffollamento del pronto soccorso?».