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Allarme bracconieri, il Rhodense fa gola

Arrivano dalla Bergamasca per praticare turismo venatorio illegale

Bracconaggio
Bracconaggio

Vanzago, 19 febbraio 2012 - Il fenomeno del bracconaggio risulta in preoccupante ripresa anche nella provincia di Milano. Non fanno eccezione le campagne del Rhodense, meta di quella che viene definita «trasferta venatoria». Sono infatti in aumento i bracconieri che dalla Bergamasca e dal Bresciano si spostano nelle campagne milanesi. A lanciare l’allarme, a pochi giorni dalla chiusura della stagione venatoria, è Antonio Delle Monache, coordinatore delle guardie volontarie Wwf Lombardia. «Durante le uscite effettuate dai nostri volontari della stagione venatoria appena conclusa – dice Delle Monache – sono stati denunciati diversi cacciatori. Lo scorso ottobre nelle campagne di Cornaredo è stato rinvenuto un raro esemplare di sparviere ucciso da una fucilata. Quello che preoccupa è anche la zona del ritrovamento: non un luogo isolato e per questo poco frequentato, ma addirittura il Parco dei Fontanili, meta di escursionisti e ciclisti».

«Nelle campagne di Settimo Milanese – continua Antonio Delle Monache – sono stati sorpresi e denunciati due cacciatori bresciani che avevano ucciso ben 39 esemplari di specie protette tra cui pettirossi, pispole, migliarini di palude e passeri. Con l’aggravante di utilizzare dei richiami elettromagnetici vietati dalla legge. L’intervento della Polizia Provinciale ha così consentito di sequestrare le armi, le cartucce, ed ovviamente gli animali abbattuti». Un utilizzo, quello dei richiami acustici, sempre più diffuso ma blandamente punito, commenta ancora Delle Monache: «La legge, infatti, ne vieta l’uso, ma non la vendita ed il possesso. Di fatto sono acquistabili anche in siti di caccia. Un fenomeno preoccupante, ma quasi esente da critiche specie tra le associazioni venatorie».

L'attività di controllo delle guardie venatorie, lo scorso novembre, ha portato alla denuncia di un cacciatore, sorpreso nelle campagne di Mediglia, che risulta aver ucciso un raro esemplare di sparviere, specie particolarmente protetta trattandosi di un uccello rapace. Ultimo caso eclatante alla fine della stagione venatoria: «Alla fine dello scorso gennaio – conclude Delle Monache – a Cinisello Balsamo è stata denunciata una persona che aveva posizionato sul proprio balcone tre gabbie trappola per la cattura di piccoli uccelli. Sono stati sequestrati una decina di esemplari di specie protetta. Questi sono solo i casi più eclatanti, purtroppo il problema del bracconaggio ha una diffusione preoccupante in tutta la Lombardia». Attualmente in Italia esistono circa 400 guardie volontarie venatorie del Wwf, circa quaranta solo in Lombardia, impegnate nella vigilanza del territorio.

Nel corso di periodiche uscite sul territorio le guardie Wwf effettuano controlli spesso in collaborazione delle forze dell’ordine e perseguono reati a danno dell’ambiente, che vanno dall’uccisione di animali protetti all’esercizio abusivo della caccia. «Solo lo scorso anno - conclude Delle Monache - l’attività di ricognizione del territorio ha portato alla denuncia di 60 tra cacciatori e bracconieri che, tra le altre cose, detenevano illegalmente fauna protetta». Anche quest’anno numerosi sono stati i ricorsi che Wwf Italia, insieme a Lav, Lipu, Legambiente, Enpa, Animalisti italiani, Lac, ha promosso contro i calendari venatori regionali. Per segnalare casi di bracconaggio: 3287308288.
 

di Andrea Sartirana

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