Stagione decisiva per i cassaintegrati

Agile, Italtel e Innova: sindacati in piazza

Nell'ex cittadella dell’informatica, quella che negli anni Sessanta fu uno dei primi laboratori dell’Olivetti ad occuparsi di tecnologie alternative, i 450 dipendenti rimasti aspettano il 20 settembre

Artigiani in piazza (Foto Coppini)
Artigiani in piazza (Foto Coppini)

Pregnana, 7 settembre 2011 - Nell'ex cittadella dell’informatica, quella che negli anni Sessanta fu uno dei primi laboratori dell’Olivetti ad occuparsi di tecnologie alternative, i 450 dipendenti rimasti aspettano il 20 settembre. Le sorti dell’Agile, il ramo informatico del Gruppo Eutelia, sono appese ai bandi di vendita pubblicati lo scorso 13 luglio dal Ministero dello Sviluppo Economico. I soggetti interessati all’acquisizione dovranno presentare le loro offerte definitive entro quella data.

Poi si conoscerà il futuro delle due aziende e di migliaia di lavoratori. A pochi chilometri di distanza all’Italtel, ex cittadella delle telecomunicazioni, sarà invece un altro autunno di cassa integrazione e attesa per il nuovo Piano Industriale, tra i 1.400 dipendenti. Qui la preoccupazione è tanta, «non ho mai visto una partecipazione così numerosa come quella di ieri allo sciopero indetto dalla Cgil - spiega Roberto Dameno, delegato sindacale - i lavoratori hanno capito che è necessario scendere in piazza se vogliamo avere un futuro».

 

Più distante sono ancora 62 ex lavoratori dell’Innova Service di Arese, l’azienda che si occupava delle portinerie, pulizie e manutenzione dell’area ex Alfa Romeo, licenziati lo scorso 11 febbraio. Sono ancora in mezzo alla strada, senza lavoro e senza stipendio, nonostante le promesse. Infine, sotto il Biscione aresino, molto presto si tornerà a discutere sul futuro dei 152 lavoratori di Fiat Auto Group e Powertrain, gli ultimi rimasti nello stabilimento automobilistico.
 

Il 31 dicembre infatti scade la cassa integrazione in deroga e senza alternative occupazionali c’è il rischio del trasferimento a Torino. Una volta, dopo le vacanze estive, c’era la ripresa lavorativa. Poi c’è stata la fase dell’autunno sindacale nero, quello animato dalle lotte per difendere posti di lavoro. Oggi di tutto questo non è rimasto nulla e nelle grandi fabbriche del nord-ovest la parola “ripresa” è stata cancellata dal vocabolario e sostituita da mille incognite e altrettante aspettative sul futuro.

«Il 29 settembre avremo un incontro sulla cassa integrazione, noi ribadiremo lo sforzo fatto in questi anni da tutti i lavoratori con la cassa a rotazione per il rilancio di Italtel - aggiunge Dameno - nel corso dell’ultimo incontro con l’azienda, il 21 luglio, ci hanno informato che stiamo andando nella direzione giusta e che ci sono i primi risultati positivi, anche se gli operatori stanno spostando gli investimenti sulle reti mobili mentre noi lavoriamo molto sulle reti fisse. Non ci sono le condizioni per fare rientrare alcuni lavoratori».

Negli uffici Agile, dove lavorano solo 120 dipendenti, le aspettative per la vendita si confondono con le preoccupazioni per il futuro occupazionale. «I bandi non premiano chi fa un’offerta per i due settori, quello delle telecomunicazioni e quello dell’informatica, né per chi assume più lavoratori, ma chi offre di più in termini di prezzo, come se qualche milione in più potesse risolvere la situazione di Agile», spiega Fabrizio Potetti, della segreteria nazionale Fiom Cgil. Al momento sarebbero undici le manifestazioni di interesse per l’acquisto di Eutelia pervenute ai commissari straordinari.

di Roberta Rampini

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