"Il pasticcio
di Rho?
Colpa
di Zucchetti"
L'assessore regionale Romano La Russa interviene sul crollo della Giunta, tra responsabilità e scenari futuri. E tu cosa ne pensi? Inviaci un commento
Rho, 7 gennaio 2010 - Il giorno dopo la caduta, si attende il rientro del sindaco e la nomina del commissario straordinario. Ma lui, Roberto Zucchetti, ex sindaco di Rho, nonostante il «golpe» resta all’estero, in Terra Santa. Nessun rientro anticipato, almeno per ora. Al cellulare privato risponde una segreteria in inglese che esordisce con il saluto ebraico: «Shalom» dice la voce, ironia della sorte. Impossibile, per ora, parlare con lui. Dal Municipio fanno sapere che spetta al Prefetto e al ministero degli Interni nominare il commissario straordinario che dovrà traghettare la città di Rho all’appuntamento elettorale della prossima primavera. E intanto la decisione di 17 consiglieri comunali di dare le dimissioni continua a far discutere. Tutti contro Zucchetti, sia dalle fila del Pdl che della Lega. Nessun commento o parola è stata spesa finora in sua difesa. Non bisogna dimenticare che l’ex sindaco è molto vicino a Cl e a Roberto Formigoni. E, con Expo alle porte, mettere in discussione il colore dell’amministrazione di Rho - finora nelle mani del centrodestra - fa paura a molti. Troppe decisioni importanti gravitano intorno al Comune. Romano La Russa, assessore regionale alla sicurezza, protezione civile e polizia locale, nella sua veste di coordinatore provinciale del Pdl, punta il dito contro Zucchetti, responsabile insieme agli alleati della Lega Nord di aver trascinato la città in questa situazione.
Assessore, come ha reagito alla notizia del crollo della giunta rhodense?
«Sono molto arrabbiato, avevo incontrato il sindaco Zucchetti prima di Natale e gli avevo consigliato di attendere ancora qualche settimana prima di prendere decisioni. Gli avevo chiesto di dare tempo ai dirigenti provinciali del Pdl di parlare con gli amici della Lega Nord. Lui ha voluto fare di testa sua, ha revocato le deleghe a due assessori e oggi ne paga le conseguenze».
La colpa di quanto accaduto è dunque tutta di Zucchetti?
«Ci sono stati fin dall’inizio problemi tra Pdl e Lega, problemi tra il sindaco e la giunta, c’è stata un po’ di presunzione da parte del sindaco e di qualche assessore, tutti convinti di essere depositari della verità e di essere strateghi politici».
Come valuta l’operato dell’ormai ex sindaco? «Zucchetti ha sicuramente delle grandi qualità umane e professionali, ma la politica è un’altra cosa. Ha avuto una scarsa capacità di mediazione, senza i numeri in consiglio comunale non si può governare a colpi di decisioni e delibere».
Ma anche altri avranno delle responsabilità...
«Certo. Alcune colpe all’interno del Pdl sono innegabili. Lo stesso ex vicesindaco Carnuccio (cacciato da Zucchetti ben due volte, ndr) ha fatto i suoi errori».
Quali sono stati questi errori, queste colpe?
«La nostra era stata una vittoria importante e storica, eravamo riusciti a strappare al centro-sinistra una città importante come Rho, ma c’è stata molta ingenuità politica e poca lungimiranza».
E la Lega?
«Ha continuato a fomentare il malcontento che c’era nella maggioranza, è anche colpa sua se rischiamo di perdere questa importante poltrona».
Veniamo alle dimissioni in massa dei consiglieri.
«Una pura follia. I consiglieri di maggioranza che vi hanno aderito (Maurizio Cogno e Lucio Mento del Pdl, Massimiliano Polerà ex An oggi in Futuro e Libertà e Francesco Favuzzi, ndr), non pensino di ricandidarsi con una maggioranza di centrodestra».
di Roberta Rampini


Imprese






