Milano, 6 dicembre 2016 - In Lombardia ha stravinto il no. A parte le enclave del sì nelle città di Milano, Mantova, Bergamo e Monza. Un voto controcorrente e di misura. Per il resto, il grande rifiuto alla riforma costituzionale è arrivato proprio da Nord. In particolare dal Nord-Est e dalla Lombardia che, a livello nazionale, si confermano le aree dove maggiore è stata l’affluenza, rispettivamente del 76,6% e del 74,2%. È qui, come nelle altre due regioni guidate dal centrodestra - Veneto e Liguria - che i no hanno sbaragliato con il 55,49%, il 61,94% e con il 60,08%. E fra le dodici province lombarde è Sondrio il territorio che, politicamente, ha dato la maggior spallata con una percentuale del 60,3. Con Pedesina, il terzo comune più piccolo d’Italia dopo Morterone (Lecco) e la piemontese Moncenisio, che con l’affluenza dell’86,11% (e annessa vittoria del no fra i 31 votanti sui 36 aventi diritto) è andata vicino a sfiorare il record lombardo che appartiene a un piccolo Comune della provincia di Cremona. A Ripalta Guerina è stata corsa alle urne, con l’86,9% (il 68,96% ha scelto di bocciare la riforma). A ruota, vittoria schiacciante del no a Brescia con oltre il 58,21% insieme a Pavia (58,22%), Varese e Como (58%). E poi fa eccezione il caso Vimercate, città a guida grillina dove, contrariamente alle aspettative e alle indicazioni del Movimento, ha vinto il sì con il 52,67%.

Mentre nella “rossa” Cesano Maderno, terra del presidente (Pd) della Provincia di Monza e Brianza, Gigi Ponti, è successo l’esatto contrario con i no che hanno raggiunto quota 60,08%. Anche se il segretario regionale del Pd, Alessandro Alfieri, guarda il bicchiere mezzo pieno. Perché «in Lombardia il Partito democratico da solo ha portato il sì al 45%, contro il fronte del no che divide il suo 55% tra una schiera di partiti divisi su tutto, dalla Lega a Forza Italia, dal Movimento Cinque Stelle a Rifondazione comunista». A conti fatti, ai quattro capoluoghi di Provincia che hanno sostenuto i contenuti della riforma, si sono aggregati piccoli Comuni. Come il comasco Moltrasio, unico della provincia ad andare contro la tradizione politica del territorio. E anche nella “padana” Varese, dai due paesi confinanti Luvinate e Barasso sono uscite le uniche voci fuori dal coro. Con la leghista Saronno che non ha tradito le indicazioni di Matteo Salvini soltanto per un risicato 0,38%.