GENTILE presidente Maroni agli svantaggi di vivere in condominio, appartamento piano terra, si è aggiunto un altro problema. Ho constatato il raddoppio dei costi di riscaldamento, purtroppo la legge regionale dei regolatori di calore per termosifoni condominiali penalizza pesantemente chi abita in posizione sfavorevole nel palazzo come nel mio caso che abito al piano terra.
Aldo Rovati, Milano

GENTILE Aldo le dirò subito che sulla ripartizione dei costi di riscaldamento c’è una legge fatta approvare dal Governo di Roma e quindi la Regione non c’entra nulla. Questa legge dispone di calcolare i costi in base agli effettivi prelievi volontari di energia termica, secondo quanto previsto dalla norma tecnica UNI 10200, senza prevedere la possibilità di fattori correttivi. Pertanto, le precedenti indicazioni fornite da Regione Lombardia per contenere gli extra costi delle unità immobiliari svantaggiate non sono più supportate sotto il profilo giuridico, dal momento che la competenza in materia di rapporti tra soggetti privati è dello Stato. Pur ribadendo la validità del principio secondo cui l’utente deve pagare sulla base dei propri consumi (principio per il quale è stato disposto l’obbligo di installare i dispositivi per la termoregolazione e la contabilizzazione del calore), Regione Lombardia ha riconosciuto pienamente che chi abita in unità immobiliari esposte in modo sfavorevole, consuma molto di più per avere lo stesso livello di comfort di coloro che abitano nei piani intermedi. Per questo motivo, Regione Lombardia ha chiesto al Comitato Termotecnico Italiano, una parziale revisione della norma stessa, in modo da comprendere la possibilità di applicare fattori correttivi che contengano l’incidenza dei consumi dovuti all’esposizione sfavorevole dell’unità abitativa. Purtroppo la procedura di modifica è piuttosto lunga, anche perché intervengono pareri diversi. Sarebbe più semplice se il Governo modificasse la normativa, prevedendo fattori correttivi da applicare negli edifici non adeguatamente coibentati.
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