Milano, 9 novembre 2017 - Si apre oggi la trattativa tra il Governo e la Regione per il riconoscimento di una maggiore autonomia alla Lombardia. Gianclaudio Bressa, sottosegretario con delega ad Affari Regionali e Autonomie, riceverà alle 16, a Roma, il governatore Roberto Maroni e il parigrado emiliano Stefano Bonaccini. Lombardia ed Emilia Romagna procedono insieme, non così il Veneto. Un incontro, quello in programma oggi, nel quale si concorderà «un calendario serrato» per il negoziato, in modo che «già settimana prossima si possa partire col lavoro di merito».

Parole e auspici dello stesso Maroni, che conta di chiudere il tavolo entro gennaio, prima che la campagna elettorale entri nel vivo. Una missione che si annuncia tutt’altro che semplice. In ogni caso solo il Parlamento che uscirà dalle elezioni di marzo potrà trasformare l’autonomia da rivendicazione a realtà. Quanto alla Lombardia, la trattativa parte dalla risoluzione approvata martedì dal Consiglio regionale a larghissima maggioranza: voto favorevole di tutto il centrodestra, del Pd e del Movimento 5 Stelle. A differenza dell’Emilia Romagna, la Lombardia chiede autonomia su tutte e 23 le materie per le quali la Costituzione prevede si possa avanzare tale richiesta. Meglio, allora, entrare nel merito del documento che oggi sarà sottoposto al Governo, premettendo che a fronte di più competenze si chiedono allo Stato anche più risorse.

TASSE.

Si chiede che l’azione svolta dalla Regione per il contrasto dell’evasione fiscale sia riconosciuta dallo Stato con l’attribuzione alla Regione stessa «del maggior gettito derivante dal recupero dell’Iva evasa». Poi il bollo auto. In questo caso si chiede che «la Regione abbia autonomia sulla disciplina dei tributi regionali, a partire dalla tassa automobilistica». Infine si chiede che lo Stato riconosca alla Regione «una compartecipazione all’Ires», più poteri nell’istituzione di zone economicamente speciali nelle quali poter concedere agevolazioni fiscali e che siano creati fondi in favore dei Comuni e della Città Metropolitana.

CANONE RAI.

Si chiede «l’impiego a livello regionale di una quota del canone Rai versato dai cittadini residenti in Lombardia e dei proventi pubblicitari», in particolare «per incrementare il sostegno al sistema dell’informazione locale».

SANITÀ

Si chiede autonomia su una parte delle risorse che finanziano la sanità in modo che la Regione possa fissare con più flessibilità le tariffe, tradotto: ticket e superticket. Nel dettaglio si legge: «Si ritiene necessaria la definizione di un quadro di risorse autonome di finanziamento del sistema sociosanitario che consenta una gestione flessibile e senza vincoli di spesa specifici, con particolare riguardo alla possibilità di definire il sistema tariffario (...) e alla possibilità di modulare la compartecipazione alla spesa sanitaria. Si pensa in particolare alla modulazione del ticket sanitario aggiuntivo» (anche noto come «superticket»).

STRADE E AEROPORTI.

Si chiede allo Stato di lasciare alla Regione l’incasso di una parte dei canoni o dei pedaggi autostradali. Tale quota è calcolata in base al numero di chilometri per i quali una determinata autostrada attraversa il territorio lombardo. Quanto al trasporto aereo, si chiede che la Regione abbia voce in capitolo nelle definizione dei piani aeroportuali per gli scali che si trovano sul proprio territorio in modo da poterne decidere e differenziare l’offerta.

GIUSTIZIA CIVILE.

Si chiede di concedere alla Regione «le competenze per poter giungere ad un significativo potenziamento dei giudici di pace in Lombardia in modo da dare un contributo alla diminuzione dei tempi del contenzioso a vantaggio dei cittadini e delle imprese. Inoltre si chiede il riconoscimento di un ruolo regionale nei percorsi di selezione, nomina e formazione dei giudici di pace al fine di instaurare un più stretto legame organizzativo con il territorio».

PROTEZIONE CIVILE.

Si chiede di affidare alla Regione «il coordinamento a livello territoriale dei vigili del fuoco, composto dai vigili del fuoco permanenti e dai vigili del fuoco volontari, con la creazione di nuclei operativi regionali». Non solo. Si chiede anche di concedere «il potere di ordinanza al presidente della Regione, in deroga alla normativa regionale e statale, per eventi calamitosi di livello regionale, per consentire maggiore tempestività e autonomia gestionale delle risorse regionali per gli interventi di recupero post-emergenza».

giambattista.anastasio@ilgiorno.net