Ancora una volta il Senatùr ha posto l’aut aut a Berlusconi, e senza giri di parole ha avvertito il Cavaliere: o molli Mario Monti e fai cadere il governo oppure noi ci sfiliamo dalla maggioranza in Lombardia, e lasciamo a piedi il tuo Formigoni
Milano, 26 gennaio 2012 - Sarà tattica, sarà strategia, sarà quello che volete. Ma ancora una volta Umberto Bossi ha posto l’aut aut a Berlusconi, e senza giri di parole ha avvertito il Cavaliere: o molli Mario Monti e fai cadere il governo oppure noi ci sfiliamo dalla maggioranza in Lombardia, e lasciamo a piedi il tuo Formigoni. Un Formigoni che, seccatissimo, ha deciso di rispondergli per le rime anche su twitter: «Fai quel che vuoi». Non era bastata la bordata di domenica, quando durante il comizio di Milano il senatur aveva minacciato per la prima volta di far cadere il governatore della regione. Ieri il leader della Lega, per la prima volta alle prese anche con seri problemi interni al suo partito, ha deciso di picchiare nuovamente i pugni sul tavolo.
L’alleanza tra il Pdl e la Lega in Lombardia? «Di solito, dopo un po’, mi rompo le scatole — ha spiegato Bossi — Vale quello che ho detto in piazza Duomo». E ancora: «Abbiamo detto in maniera molto chiara che siamo pronti a far saltare la Lombardia, che è piena di inquisiti e, se proprio la dobbiamo sostenere, almeno salti il governo Monti».
Silvio Berlusconi, secondo Bossi, deve chiarire, e deve chiarire in fretta: «Non può mica tenere il piede in due scarpe», ha ribadito Bossi. «Alle amministrative sono i dirigenti locali che contano. Se vuole fare accordi deve chiarire», ha concluso il segretario federale del Carroccio. La replica di Formigoni non si è fatta attendere neppure questa volta: «Bossi faccia quel che vuole, non possiamo stare qui a inseguire tutti i giorni le sue dichiarazioni». Un concetto che ha ribadito anche su twitter. Alla domanda se fosse preoccupato per l’aut aut, il governatore ha risposto: «No, non sono preoccupato».
Soltanto due giorni fa Mario Mantovani, coordinatore regionale del Pdl, gli aveva chiesto un corposo rimpasto in giunta. E ieri Formigoni ha assicurato che ci sta pensando, perché vuole dare un segnale forte di discontinuità, pur non avendo nulla da rimproverare ai suoi assessori. Probabile l’ingresso in giunta di due donne. Quando? «Non mi sono dato tempi».
di Piero Fachin