Voghera (Pavia), 6 ottobre 2017 - La nebbia, il bosco, il fiume. Una Voghera inquietante e colma di fascino, con la sua natura e gli scorci urbani poco conosciuti, ha ispirato il regista Marco Rosson che in città ha girato il suo film horror "Shanda’s river". La pellicola, in lingua inglese, ha vinto dodici premi ed è stata selezionata in numerosi festival, tra i riconoscimenti ha ottenuto anche il Los Angeles Film Award nella categoria Best horror e il Tabloid witch award per il montaggio e la colonna sonora.

Rosson ha 33 anni ed è nato proprio a Voghera: «Abbiamo scelto Voghera per valorizzare il territorio dell’Oltrepo Pavese, oltretutto le spese da sostenere sono più basse rispetto a quelle che avremmo dovuto affrontare se avessimo optato per altre location, come per esempio Milano». Budget basso e poco tempo: «Abbiamo girato in 9 giorni con una troupe di 12 persone, tutte del posto. Il montaggio è durato un anno – ha aggiunto il regista -. Il film è stato prodotto dall’Associazione culturale Iria e da Giorgio Galbiati. Nel 2012 avevo già girato un horror in zona, “New order”, sto pensando a un terzo film per completare la trilogia in Oltrepo Pavese». La trama di Shanda’s river racconta la storia di Emma, un’antropologa intenzionata a studiare le leggende del fiume Shanda (nella realtà, il torrente Staffora), dove nel XVI secolo una contadina fu annegata perché accusata di stregoneria. Per un sortilegio, Emma ogni mattina si sveglia alle 4 e rivive continuamente la stessa giornata, finché non scoprirà la vera storia dietro alla leggenda. «Sono molto soddisfatto del risultato ottenuto, dei tanti premi che la pellicola si è aggiudicata. Il film sarà distribuito sul mercato americano, ma stiamo lavorando per distribuirlo anche in Italia», ha precisato Rosson. La pellicola probabilmente sarà presentata in città durante il Voghera Film Festival. Tra i futuri progetti di Rosson, anche un documentario sull’ex manicomio della città, da girare insieme all’autrice Novella Limite.