Pavia, 7 dicembre 2016 - Alla fine la mancanza del numero legale ha rinviato alla prossima seduta l'approvazione della mozione presentata dal Pd. Si è concluso dunque con un nulla di fatto il Consiglio comunale aperto convocato ieri sera con all'ordine del giorno l'unico punto sulla "riflessione generale sui valori dell'antifascismo". Una seduta consiliare chiesta e fissata per discutere di quanto accaduto in città lo scorso 5 novembre, quando al corteo organizzato dall'estrema destra in memoria del militante Emanuele Zilli si era contrapposto un presidio antifascista non autorizzato, alla presenza anche del sindaco Massimo Depaoli e di altri esponenti dell'amministrazione comunale, respinto dalle forze dell'ordine. E ancora ieri sera si è nuovamente sfiorata la rissa, fra un militante antifascista che voleva impedire l'accesso all'aula consiliare da parte di un esponente dell'estrema destra. Tensioni poi stemperate dal presidente del Consiglio comunale, Antonio Sacchi.

Si sono poi rinnovate nell'aula consiliare le richieste di dimissioni del prefetto e del questore, da parte di Anpi e Rifondazione comunista, con invece Pd e sindaco su posizioni critiche ma non al punto da chiedere le dimissioni dei rappresentanti istituzionali. La mozione finale presentata dal Pd non prendeva infatti posizione su quanto accaduto quella sera in città, ma voleva piuttosto segnare un passo in avanti per il già più volte richiesto regolamento comunale antifascista, per evitare che in futuro possano ripetersi simili episodi. Ma l'uscita dall'aula delle opposizioni (centrodestra e M5S), con qualche assenza nelle file della maggioranza, ha fatto mancare il numero legale e slittare dunque anche l'approvazione della mozione.