Pavia, 3 ottobre 2017 - Anni di botte, di minacce e maltrattamenti. Ora E.L., trentottenne, italiano, violento nei confronti della compagna è stato condannato a due anni e tre mesi di reclusione per le percosse e le lesioni inflitte alla donna, anche lei italiana. Gli episodi violenti sono iniziati nel 2011 e sono proseguiti fino al 2016. In aula, al giudice, la vittima ha spiegato che lei non se ne andava «un po’ per timore, un po’ perché comunque è il padre dei miei figli». 

In un'occasione, lui l’ha trascinata per i capelli e l’ha sbattuta a terra, provocandole una distorsione cervicale, davanti agli occhi del loro figlio minorenne. Un’altra volta, appena uscito dal carcere per un precedente reato contro il patrimonio, ha accusato la compagna di averlo tradito, circostanza che la vittima nega, e ha cercato secondo quanto riferito dalla donna in aula di affogarla mentre lei stava facendo il bagno. Secondo il capo d’imputazione, lui la percuoteva costantemente, dandole calci e pugni, e ingiuriandola, la strattonava per i capelli, senza fermarsi neppure quando era presente il figlio. 

Sembra che la situazione peggiorasse quando l’uomo beveva, diventava irascibile e i litigi sfociavano spesso in percosse. Stanca di tutte queste condotte violente, la donna ha sporto denuncia spiegando quanto il suo aguzzino le infliggeva. E così l’uomo è finito a processo e ora è stato condannato per i reati di maltrattamenti contro familiari e lesioni personali.