Broni, 11 agosto 2017 - Nuovi guai giudiziari per la cantina Terre d'Oltrepo di Broni. L'accusa questa volta risale a fatti del 2013, quando era attiva la vecchia gestione della cantina, ed è di frode fiscale mediante emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori. Le indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla Procura della Repubblica di Pavia. Il Gip ha ordinato il sequestro di beni mobili e immobili di amministratori e soci conferitori della cantina per 1,8 milioni di euro.

Secondo gli investigatori, uno dei soci conferitori, familiare di un ex amministratore della Cantina, ha acquistato terreni ed immobili utilizzando denaro proveniente dall’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti

La vicenda si somma ai precedenti giudiziari della cantina. Nel 2016 la Procura di Pavia indagò circa trecento persone nell'ambito dell'inchiesta sul vino spacciato per pregiato Pinot, quando in realtà non lo era. La vicenda aveva portato anche a una rivoluzione dei vertici della cantina, con il rinnovo del Cda nel 2016 e l'insediamento di un nuovo direttivo, estraneo alle inchieste giudiziarie. A Terre d'Oltrepo è legata anche un'indagine parallela, quella che ha visto indagate quattro persone, tra cui una cancelliera del tribunale di Pavia, con l'accusa di aver cercato di ricattare i vignaioli coinvolti nell'indagine principale.