Pavia, 4 ottobre 2017- Una tac per sapere un po’ di più di una mummia. Lunedì al San Matteo è stata sottoposta a tomografia assiale computerizzata la testa della mummia di un giovane dell’Antico Egitto, conservata all’interno della Raccolta archeologica dell’Università di Pavia. L’analisi è stata svolta dall’équipe multidisciplinare del Mummy Project Research (www.mummyproject.it), diretta da Sabina Malgora, in collaborazione con il team di radiologi del professor Fabrizio Calliada, sotto la supervisione di Maurizio Harari, docente di Etruscologia e Archeologia Italica e direttore della Raccolta archeologica dell’Università di Pavia, di Paolo Mazzarello docente di Storia della medicina e presidente del Sistema Museale e di Anna Letizia Magrassi curatrice della raccolta.

Inoltre nell’equipe del Mummy Project Research durante l’esame erano presenti anche Chantal Milani, antropologa e capitano dei Ris di Roma e l’archeoantropologa Francesca Motta. L’esame è stato effettuato oltre l’orario della normale diagnostica medica, per non interferire con l’ attività dell’ospedale. I medici hanno quindi lavorato come volontari e si sono concentrati sulla testa della mummia, in ottimo stato di conservazione. Sottoposto a indagini mediche in passato, il capo appartiene a un ragazzo di origine caucasica (Sud Europa o dall’Africa del Nord).

La notevole tecnica di imbalsamazione utilizzata fa pensare a un membro di classe sociale alta. La datazione la colloca in epoca romana. Le nuove indagini vogliono approfondire le conoscenze sia sulla vita sia sulla morte dell’individuo, ma anche sulle tecniche di mummificazione. Inoltre è prevista la ricostruzione forense del volto, che restituirà a questo giovane le sue sembianze.