Pavia, 29 settembre 2017 - La notte tra giovedì e venerdì, i carabinieri di Pavia hanno arrestato due ex dirigenti di Asm Pavia, la 'multiutility' del Comune (che si occupa, tra l'altro, della raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani), e due imprenditori. L'inchiesta riguarda presunti casi di corruzione per l'assegnazione di appalti pubblici: è un filone che parte dall'inchiesta avviata due anni fa dalla Procura di Pavia, che portò all'arresto di quattro ex dirigenti di Asm Pavia, dopo che era stato scoperto un «buco» nel bilancio della Municipalizzata di 1 milione e 800mila euro.

L'indagine è partita dall'inchiesta avviata due anni fa dalla Procura di Pavia, che portò alla scoperta di un "buco" di un milione e 800 mila euro nelle casse della "multiutility" del Comune (che si occupa, tra l'altro, della raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani). Le accuse nei confronti degli arrestati sono di peculato e turbata libertà degli incanti e truffa aggravata (non corruzione come era emerso in un primo tempo). Nel febbraio del 2016 finirono in carcere i vertici dell'Azienda, tra cui l'ex direttore generale C.T.. E il nome di C.T. figura anche tra gli arrestati di questa notte, nell'operazione coordinata dal procuratore aggiunto Mario Venditti e dal sostituto procuratore Paolo Mazza e condotta dai carabinieri di Pavia, in collaborazione con i loro colleghi di Stradella ( Pavia), Abbiategrasso (Milano), Bobbio (Piacenza) e Piacenza.

C.T., 57 anni, è stato condotto nel carcere di San Vittore, a Milano: sono stati disposti invece gli arresti domiciliari per l'avvocato M.R., 58 anni, già responsabile delle risorse umane e della trasparenza di Asm Pavia, e i due imprenditori B.S., 75 anni di Pavia, e G.F. 47 anni di Piancamuno (Brescia). Secondo quanto è emerso dalle indagini della Procura di Pavia, C.T., M.R. e B.S. sono accusati di essersi appropriati di ingenti somme di denaro dalle casse di Asm Pavia, per complessivi 400mila euro, sulla base di un accordo occulto, mai approvato dal CdA dell'Azienda e non comunicato al Comune di Pavia, riguardante il servizio per la gestione calore degli immobili comunali per le annate 2014 e 2016. I tre inoltre sono indagati con l'accusa di aver ottenuto vantaggi economici per l'affidamento ad una ditta esterna dell'incarico di sostituire gli impianti di riscaldamento del Comune di Pavia, che sarebbero stati riparabili con una spesa molto contenuta.