Pavia, 16 marzo 2017 - Dopo il caso della baby gang di Vigevano che umiliava i coetanei e pubblicava online i video dei soprusi, i ragazzi imparano a conoscere rischi e opportunità della Rete. Al progetto, finanziato dall'assessorato all'Istruzione e rivolto agli studenti della scuola media, parteciperanno 341 ragazzi di 16 classi e 40 insegnanti.

Andranno ad aggiungersi ai 700 che negli anni passati hanno già seguito il percorso formativo scoprendo le regole del web. "Come per imparare le lingue non basta parlare, ma occorre anche conoscere la grammatica - ha detto l'assessore all'Istruzione, Ilaria Cristiani - per muoversi in Rete bisogna conoscere che cosa è possibile fare. Si scoprirà così che in internet si trovano molte informazioni, ma fare una tesina non vuole dire copiare e incollare un testo". Una legge che disciplini i comportamenti da tenere sul web, ancora non esiste, ma un avvocato spiegherà ai ragazzi quali reati vengono commessi in Rete e che cosa fare quando si è oggetto di un reato.

"I ragazzi comunicano attraverso il cellulare - ha aggiunto Alexandra Berndt del Centro di educazione ai media - però spesso non sanno scrivere un testo. Noi vogliamo spiegare loro come utilizzare in modo corretto il mezzo e incontrare i genitori che non sanno esattamente che cosa fanno i loro figli dietro a uno schermo". Un'idea che hanno accolto favorevolmente anche gli insegnanti che, dopo l'avvio del progetto, hanno cominciato a comunicare con i loro studenti anche attraverso Whatsapp. "I ragazzi non sono nativi digitali - ha proseguito Berndt - sono madrelingua digitali". E su come vivono attaccati al telefono con tutti i pericoli che si nascondono, gli studenti pavesi vedranno un film per la televisione che ha fatto parlare i ragazzi. Al termine dell'iniziativa, con l'aiuto del regista Roberto Figazzolo, prepareranno un piccolo racconto per immagini della loro esperienza.