Pavia, 7 luglio 2017 - «Volevo solo spaventarlo e temevo di venire ancora picchiato». Questa la spiegazione che Simone Maddaluno, diciannove anni, accusato dell’omicidio di Pandi Lavdari, diciassette anni, ha fornito al Gip di Pavia sul perché ha portato con se il coltellino all’incontro con il rivale. Un dettaglio importante ai fini investigativi per capire le intenzioni del giovane, che lunedì pomeriggio ha incontrato la vittima ai giardinetti di viale Dalla Chiesa a Stradella e, al culmine di un litigio, gli ha sferrato una coltellata fatale al petto. Ieri mattina si è svolta l’udienza di convalida dell’arresto di Maddaluno, accusato di omicidio dato che la sua posizione giudiziaria si è aggravata con la morte di Lavdari, sopraggiunta martedì pomeriggio. Ha scelto di rispondere alle domande del Gip, fornendo la sua versione dei fatti. Ha confermato quanto aveva detto a caldo ai carabinieri di Stradella che lo hanno trovato e arrestato dopo l’accoltellamento. Maddaluno ha spiegato al giudice che non era sua intenzione colpire il rivale, voleva solo spaventarlo.

Sabato notte i due avevano litigato per uno screzio in una discoteca di Broni, un diverbio per apprezzamenti a una ragazza che non sono stati graditi. Usciti dal locale, i giovani si sono picchiati, il diciannovenne ha riportato alcune contusioni. Maddaluno ha raccontato al giudice di essere dispiaciuto per quanto successo in seguito. Il Gip di Pavia ha quindi convalidato l’arresto, riservandosi sulla decisione della misura cautelare da applicare. La difesa, affidata al legale Filippo Realdo Frattoni, ha presentato istanza chiedendo la custodia agli arresti domiciliari. Maddaluno è stato al momento portato in carcere a Pavia, dove è stato trattenuto sotto osservazione in infermeria, supportato da psicologo e cappellano perché scosso per quanto accaduto. Ieri mattina si è svolta anche l’autopsia sul corpo del minorenne Lavdari. La difesa di Maddaluno ha nominato un consulente per prendere parte all’esame autoptico. La vittima sembra che sia stata colpita una sola volta al petto. Lavdari non è morto subito sul colpo, lunedì sera era anche stato operato al policlinico San Matteo. Il pomeriggio seguente però, è stata dichiarata la morte cerebrale: per il giovane di origine albanese, non c’era più niente da fare. Il funerale si terrà sabato alle 14,30 a Montescano.