Garlasco, 24 gennaio 2017 - La Corte d'Appello di Brescia ha respinto, dichiarando non luogo a provvedere, l'istanza di revisione del processo sull'omicidio di Chiara Poggi per il quale l'ex fidanzato Alberto Stasi sta scontando una condanna definitiva a 16 anni. La decisione dei giudici è stato notificata oggi.

Il provvedimento fa chiarezza su quanto avvenuto lo scorso mese a proposito del giallo di Garlasco. Nessuna istanza di revisione del processo è stata presentata direttamente ai giudici bresciani dai difensori di Alberto, ora in carcere per scontare la pena definitiva per l'omicidio di Chiara avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Semmai è stata depositata in Procura Generale a Milano una richiesta di aprire nuove indagini in base "alle investigazioni difensive" sul Dna estrapolato dalle unghie di Chiara sollecitando il pg, qualora ci fossero stati i presupposti, a chiedere la revisione.

«Davanti a una sentenza definitiva non ci aspettavamo altro». È serena Rita Preda, la mamma di Chiara Poggi, dopo aver appreso degli ultimi sviluppi. «L'abbiamo saputo subito dal nostro avvocato - ha spiegato - appena l'atto è stato notificato. La vicenda era stata vista e rivista nel corso di molti gradi di giudizio. Tutto quello che c'era da approfondire è stato fatto».

"NON LUOGO" - Il pg Roberto Alfonso, però, non ha mai presentato alcuna istanza di revisione e nemmeno ha mai giudicato «fondata la richiesta di revisione del processo". Il procuratore generale ha invece trasmesso "l'istanza difensiva" così come era, senza dare alcuna valutazione, alla Corte e al contempo alla Procura di Pavia per le indagini che hanno portato all'iscrizione come atto d'ufficio dell'amico di Marco Poggi, Andrea Sempio. In assenza di una procedura contemplata dal codice di procedura penale alla Corte d'Appello di Brescia non è rimasto che dichiarare il cosiddetto "non luogo a provvedere". Cosa che adesso potrebbe portare i legali di Stasi, come ha dichiarato l'avvocato Giada Bocellari, a presentare davvero una istanza di revisione del processo per il quale il loro assistito sta espiando la pena nel carcere di Bollate.

La Corte d'Appello - è scritto infatti nel provvedimento - "reputa di dover dichiarare non luogo a provvedere in ordine alla revisione della sentenza di condanna definitiva emessa nei confronti di Stasi Alberto e ciò per la semplice ragione che non risulta avanzata al riguardo alcuna istanza da parte dei soggetti eventualmente legittimati e che il codice non contempla alcun potere" d'ufficio, "in capo all'autorità giudiziaria astrattamente competente" in base alla procedura. Alla Corte "non risulta alcuna richiesta" della difesa di Stasi che ha solo depositato alla Procura Generale di Milano "gli esiti delle investigazioni difensive chiedendo" nuove "indagini (...) e sollecitando - all'esito, ove ve ne fossero i presupposti - l'attivazione dei poteri (...) propri" del pg il quale "una volta ricevuta l'istanza difensiva, l'ha trasmessa sic e sempliciter", cioè senza parere "a questa Corte".

"NUOVE INDAGINI" - Sono stati quindi gli stessi legali di Alberto Stasi a ritenere «come necessarie» nuove indagini sull' omicidio di Chiara Poggi, reputando «implicitamente (...) gli elementi raccolti dalla società di investigazione» da loro incaricata «non autosufficienti ai fini della revisione del processo». Così scrivono i giudici della Corte d'Appello di Brescia nell'ordinanza con cui hanno dichiarato «non luogo a provvedere in ordine alla revisione della sentenza». Il passaggio riguarda l'istanza presentata dalla difesa alla Procura Generale di Milano circa un mese per chiedere di avviare nuove indagini e sollecitare il pg, qualora ci fossero i presupposti, a farsi carico di chiedere la revisione del processo. Cosa che invece non è accaduta; il pg si è limitato a trasmettere gli atti, senza dare alcuna valutazione, alla magistratura bresciana e alla procura di Pavia

LEGALI STASI: "PRESENTEREMO NUOVA ISTANZA" - La Corte d'Appello di Brescia "non ha espresso nessuna bocciatura semplicemente perche' noi non abbiamo ancora formalmente chiesto la revisione". Lo affermano i legali di Alberto Stasi a proposito del 'provvedimento di non luogo a provvedere' pronunciato dai giudici bresciani sul 'caso' Garlasco. "E' un provvedimento che ci aspettavamo - spiega Fabio Giarda - la Procura Generale di Milano si era limitata a mandare gli atti relativi alle nostre indagini difensive alla Corte d'Appello di Brescia che, sulla base di questi, non poteva prendere nessuna decisione. I legittimati a presentare istanza di revisione sono infatti solo Alberto Stasi o i suoi legali. Presenteremo la nostra istanza alla Corte d'Appello di Brescia tra un paio di settimane, quando avremo completato i nostri accertamenti difensivi che stanno proseguendo".   In sostanza, gli avvocati di Stasi non hanno mai presentato un'istanza di revisione alla Procura Generale di Milano ma solo il loro dossier contenente gli accertamenti sul dna che sarebbe riconducibile ad Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Lo stesso incartamento che era stato depositato alla Procura di Pavia che ha indagato, come atto dovuto, Sempio, il giovane già ascoltato due volte dagli investigatori ai tempi delle indagini. I legali si sono presi tempo per effettuare nuove verifiche da riportare nell'istanza di revisione sulla quale la Corte dovra' pronunciarsi nel merito nelle prossime settimane.