Garlasco (Pavia), 27 giugno 2017 - No alla revoca della condanna a 16 anni inflitta in via definitiva ad Alberto Stasi, l'ex bocconiano ritenuto responsabile dell'omicidio di Chiara Poggi, trovata morta nella sua casa di Garlasco la mattina del 13 agosto 2007.

E' quanto ha chiesto il sostituto pg della Cassazione Roberto Aniello, durante l'udienza a porte chiuse davanti ai giudici della prima sezione penale della Suprema Corte, chiamati a decidere se accogliere o meno il ricorso straordinario presentato da Stasi e dai suoi difensori con cui si rilevano errori e vizi della sentenza emessa dalla Corte d'assise d'appello di Milano nel 2014, che condannò l'imputato dopo due assoluzioni pronunciate nei precedenti giudizi di merito.

Se la Cassazione - il verdetto è previsto tra stasera e domani - dovesse accogliere i rilievi contenuti nel ricorso straordinario, Stasi, detenuto nel carcere milanese di Bollate, potrebbe anche tornare in libertà in attesa che si celebri un nuovo processo. Fu proprio la Cassazione, nel 2013, ad annullare l'assoluzione pronunciata nei confronti di Stasi nel primo processo d'appello rinviando gli atti ai giudici milanesi che, in sede di rinvio, dopo un'integrazione dell'istruttoria dibattimentale, sancirono la sua condanna a 16 anni di reclusione, poi confermata nel dicembre 2015 dalla Suprema Corte. Stasi si è sempre proclamato innocente.