San Genesio, 13 gennaio 2018 - Per ore un’intera comunità di 3.800 abitanti ha sperato in un miracolo. Poi si è arresa insieme a Mattia Convertini, il bambino di 9 anni che l’altro pomeriggio mentre tornava a casa da scuola è stato investito. Il piccolo, trasportato al San Matteo con un grave trauma toracico e cerebrale, ieri pomeriggio ha cessato di vivere. Con un grandissimo gesto di altruismo, i genitori Giuseppe e Vivien Krajczar hanno dato il consenso all’espianto degli organi nella speranza che loro figlio possa vivere così in altre persone.

«Siamo vicini alla famiglia – ha detto il sindaco Cristiano Migliavacca che l’altra sera è stato con i genitori in ospedale ed è tornato anche ieri nella speranza di portare a San Genesio buone notizie – e lo saremo anche nei mesi futuri, quando si ritroveranno tra le loro quattro mura con un dolore terribile. La loro unica forza ora sarà Simone, l’altro figlio di 13 anni». Per ricordare il piccolo, il sindaco ha proclamato il lutto cittadino e ora si preoccupa anche della persona che ha investito Mattia, un ragazzo di 26 anni che abita vicino alla famiglia Convertini ed è sconvolto. «Penso a quello che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto – ha aggiunto Migliavacca –, ma in realtà non c’è nulla su cui avremmo potuto intervenire. Si è trattato di uno sbaglio che segnerà la vita di due famiglie e di un’intera comunità».

Prosegue intanto l’inchiesta avviata per accertare le cause del drammatico incidente. Il bambino che stava rientrando a casa a bordo dello scuolabus è stato investito mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali. Dietro al pulmino c’era una Dacia Duster guidata da un ragazzo che stava rientrando dal lavoro e che avrebbe sorpassato lo scuolabus fermo per far scendere lo scolaro. Preso in pieno e sbalzato per alcuni metri, il bambino è apparso subito molto grave ai soccorritori. Dopo aver rischiato di essere linciato dai residenti della piccola frazione accorsi dopo l’investimento, ora il 26enne rischia un’accusa per omicidio stradale.