Ottobiano, 2 gennaio 2018 - «I due piloti coinvolti si sono fermati subito sulla scena dei soccorsi». Dall’Ottobiano Motorsport, società che gestisce la struttura dove venerdì scorso era avvenuto l’incidente costato la vita a Bruno De Paoli, commissario di percorso oltre che vice presidente del Moto Club Ottobiano, è stata fornita una versione dei fatti che non coincide del tutto con la ricostruzione fatta dai carabinieri di Vigevano, che avevano infatti denunciato i due piloti, un 30enne e un minorenne, entrambi di nazionalità francese, non solo per omicidio colposo ma anche per omissione di soccorso.

In base alla ricostruzione dei carabinieri, infatti, il 30enne in sella a una moto Ktm aveva investito involontariamente il 68enne “sbandieratore” caduto così al suolo e poi travolto dal minorenne in sella a una Yamaha. «Nonostante il sinistro – nella ricostruzione dei carabinieri – i due giovani avevano proseguito la loro corsa, senza attendere i soccorsi o allertare nessuno di quanto avvenuto». «Dopo avere, per rispetto della famiglia e degli investigatori, osservato un periodo di doveroso silenzio – è scritto nella nota diramata dall’Ottobiano Motorsport – e anche a seguito di alcune informazioni imprecise apparse sulla stampa, la struttura tiene ad informare che al momento dell’incidente non era in corso alcuna gara, né prove in vista di alcun tipo di gara». Si trattava di una «giornata di prove libere aperte agli appassionati motocrossisti», ma c’erano sul posto commissari di percorso e ambulanza con personale di soccorso, come misure per la sicurezza del tracciato.

A proposito dell’incidente: «Le attività del tracciato – è la versione fornita dall’Ottobiano Motorsport – si sono interrotte nel giro di pochi secondi, anche per permettere ai soccorritori di lavorare in sicurezza, e i due piloti coinvolti si sono fermati subito sulla scena dei soccorsi, presentandosi poi in seguito spontaneamente in segreteria prima che venisse fatto un annuncio in lingua francese».