Garlasco (Pavia), 27 dicembre 2016 - Nei giorni in cui si riapre l'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi e qualche sospetto si concentra su una nuova figura, quella di Andrea Sempio, emergono voci fuori dal coro. Sono quelle degli avvocati della famiglia Poggi, che ritengono infondate ipotesi che porterebbero a sospettare di qualcuno che non sia Alberto Stasi, già condannato in via definitiva a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi. "Abbiamo depositato alla Procura di Pavia gli atti relativi al processo a carico di Alberto Stasi, sottolineando la totale infondatezza di qualsivoglia ipotesi volta a prospettare delle responsabilità di terzi nell'omicidio di Chiara Poggi, il cui unico autore è già stato condannato da una sentenza irrevocabile emessa in nome del popolo italiano" scrivono gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna.

I difensori della famiglia Poggi si dichiarano "dispiaciuti" per il "coinvolgimento di una persona risultata del tutto estranea all'accaduto" e "sconcertati" dinanzi alle notizie "secondo le quali si dovrebbe dar credito a valutazioni scientifiche effettuate da un consulente di parte all'insaputa dell'interessato e senza alcuna garanzia per il medesimo, mentre non avrebbero invece valore le accurate analisi genetiche effettuate nel processo a carico di Stasi dal professor De Stefano con la partecipazione dei consulenti di tutte le parti ed il rispetto di tutti i protocolli e le garanzie di legge"

UDIENZA FISSATA IN TEMPI RAPIDI - "Abbiamo ricevuto la richiesta di revisione dalla Procura generale di Milano e in tempi rapidi sarà fissata udienza, impossibile però ad oggi stabilire quando avverrà" ha detto Claudio Castelli, presidente della Corte d'Appello di Brescia interessata dalla revisione del processo di Garlasco per l'omicidio di Chiara Poggi. "Le carte inviate dalla Procura di Milano e girate alla sezione penale della Corte d'Appello si limitano alla mera richiesta di revisione - ha aggiunto Castelli - Bisogna capire quali accertamenti serviranno". La revisione del processo è stata chiesta dai legali di Alberto Stasi dopo che indagini difensive.