Pavia, 11 luglio 2017 - Il Gup di Pavia ha condannato a trent'anni di reclusione Roberto Garini, 51 anni, ex operatore socio sanitario, a processo con rito abbreviato per l'omicidio della compagna Emanuela Preceruti, 44 anni. La donna era stata uccisa nel giugno 2016 a colpi di pistola nella sua abitazione. La notte del delitto, maturato per gelosia, Garini aveva sfondato la porta di casa della donna.

Poi, aveva rincorso Preceruti e la figlia della donna fino in bagno, dove avevano tentato di rifugiarsi per sfuggire alla sua furia. Lì, Garini aveva sparato alla compagna, ferendo anche la dodicenne. La ragazza era riuscita a scappare lanciandosi in strada dal balcone di casa. La giovane si è costituita parte civile al processo, le è stata riconosciuta una provvisionale così come ai genitori e al fratello della vittima. A Garini sono stati contestati i reati di omicidio volontario, lesioni per aver ferito la minorenne, l'aver portato fuori dalla sua abitazione l'arma illecitamente, in quanto possessore di porto d'armi per solo uso sportivo, oltre alla violazione di domicilio prevista dall'articolo 614 del codice penale.